Si respira aria di novità e rinnovamento nel gruppo V.S.S.C. (Volontari Soccorso Sud Canavese) di Caluso che l'8 maggio scorso ha rivoluzionato il suo CDA.
Il dinamico neo presidente Roberto Mulas, in forza al gruppo di Caluso dal 2005 ma con alle spalle anni di esperienza anche presso Ivrea Soccorso, ce ne illustra le novità.
Innanzitutto l’intenzione di comporre un gruppo direttivo che copra tutte le fasce di età: da Valentina Giani a Samuele Mondini che, in quanto giovani, si spera riescano a fare da traino verso i giovanissimi, dai sedici anni in su, avvicinandoli al mondo del volontariato; da Stefano Verga a Sergio Invidiato, nuovi di associazione quindi non inquinati dal classico mantra “abbiamo sempre fatto così”; da Noemi Fusero a Massimo Carminati, Giuseppe Favre, alla Vicepresidente Valeria Zeri e al Presidente stesso che stanno figurativamente nel mezzo a mediare i diversi e talvolta opposti punti di vista di giovani, nuovi e più anziani.
Al momento, prosegue Mulas, il gruppo è in piena fase di transizione e assestamento, con il passaggio di consegne tra il precedente direttivo, presieduto da Eugenio Bellonio, e quello attuale; si stanno definendo le strategie e il programma delle attività da portare avanti e migliorare, laddove possibile, con piccoli cambiamenti e iniziative, il tutto corroborato dal supporto fondamentale dell’intera squadra dei volontari
e dei sette indispensabili e meticolosi dipendenti.
Le linee guida da seguire sono incentrate su informazione, comunicazione e condivisione.
Il primo concreto obiettivo a partire da settembre sarà la ricerca e l’acquisizione di una nuova sede.
Mulas sottolinea come le 5 ambulanze, di cui una adibita a mezzo avanzato con infermiere e medico a bordo, e le 5 auto/mezzi speciali per trasporto disabili, alcune delle quali già piuttosto datate, siano per la maggior parte parcheggiate senza un riparo dalle intemperie e senza una postazione fissa. Segnala inoltre come spesso negli stessi pochi e piccoli locali disponibili si trovino a convivere più di quindici persone costrette a lavorare, mangiare e dormire condividendo spazi oltremodo ridotti e difficilmente fruibili.
Ecco allora che si rende necessaria una nuova sede, decisamente più grande, dove oltre a contenere comodamente il personale sia possibile anche fare aggregazione con le famiglie e gli amici degli stessi volontari e con i membri di altre associazioni al fine di coinvolgere il maggior numero di persone e indurle ad avvicinarsi, non importa con quale mansione e quanto impegno, al mondo del volontariato.
Altrettanto importante la formazione: dieci fra i componenti del gruppo sono istruttori abilitati.
Mulas insiste per una formazione continua, con aggiornamenti costanti che consentano di non perdere la manualità e la dimestichezza con l’uso degli strumenti soprattutto per chi, per ragioni di lavoro o personali, può fornire una disponibilità solo sporadica.
Da giugno poi verrà inserito un turno serale più breve così da consentirne la copertura anche a chi ha meno tempo a disposizione da dedicare all’attività e poi ancora l’organizzazione di piccoli gruppi di lavoro composti da un minimo di due persone, consiglieri, volontari e dipendenti, per ogni argomento trattato così
da estendere preparazione e competenza in modo capillare e sfruttare al meglio tutte le risorse. Indispensabile un rapido adeguamento di tutti i sistemi alla tecnologia così da rendere sempre più snella e immediata la risposta non solo in caso di emergenza ma anche nell’organizzazione interna, per quanto riguarda l’acquisto di materiale, il mantenimento dei mezzi, la gestione generale delle impellenze e delle priorità che inevitabilmente scaturiscono, numerose e impreviste, quando si è parte di una struttura così corposa e consistente sia a livello di numeri che di esigenze.
In conclusione il neo presidente conferma e ribadisce la consapevolezza di trovarsi a capo di un amalgama composito ed eterogeneo di persone che non sarà sempre facile da gestire ma, tuttavia, coeso, unito e motivato da un unico desiderio e scopo comune: quello di rendersi utile e fare del bene al prossimo il che, quando accade, riduce a davvero ben poca cosa le immancabili difficoltà incontrate lungo il cammino.
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