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Juve non può sbagliare, Spalletti: "Solo vittorie per la Champions"

Il tecnico sul disastro della Nazionale: "Serve riprogrammare a mente fredda"

Spalletti

Spalletti nella conferenza dopo Galatasaray 5-2 Juventus

Pasqua alla Continassa, Pasquetta allo Stadium. La Juventus riparte dal Genoa e non può più permettersi passi falsi. Il margine per la corsa Champions è ridotto al minimo e il messaggio è chiaro. "La classifica dice che abbiamo poco margine e che non possiamo fare calcoli, serve vincerle quasi tutte per essere dentro. Anche se si parla di otto finali, qui è il nostro standard: per la Juve è normale giocare questo tipo di partite", spiega Luciano Spalletti.

Durante la sosta per le nazionali non è arrivato il rinnovo, ma il tecnico non sembra farne un caso. "Non capisco perché vi stia così a cuore questa questione, non bisogna farlo per forza in un’ora ed è tutto a posto. Verrà in maniera naturale: sarebbe innaturale, invece, non preparare bene la partita contro il Genoa, che è la priorità".

Il Genoa, guidato da Daniele De Rossi, è avversario da non sottovalutare. Ha già colpito la Roma e ha cambiato passo nella corsa salvezza. "Daniele è uno dei miei figli nel calcio, a volte gli sono rimasto sulle scatole ma credo che mi voglia bene come io ne voglio a lui. Si vede che questo è davvero il suo Genoa: è una squadra corta e aggressiva".

Sul campo si va verso un tridente con Conceicao, Boga e Yildiz, mentre Vlahovic resta una carta da giocare a gara in corso. "Sta meglio e si è allenato bene, la vedo dura che possa partire dall’inizio ma può darci comunque una grande mano".

Inevitabile poi uno sguardo alla Nazionale, ancora fuori dal Mondiale. "È un grande dispiacere e so quanto ci abbiano messo questi ragazzi. È il momento di ragionare a mente fredda e riprogrammare. Bisogna chiedersi se davvero interessa valorizzare i nostri talenti: sono convinto che ci siano ancora mamme di altri Del Piero, Totti e Baggio. L’Under 21 di Baldini è uno spiraglio di luce".

Tra i protagonisti del fallimento anche i bianconeri Locatelli, Gatti e Cambiaso. "Ho dovuto dire loro che questa cosa deve rimanere fuori da qui, ma a me piace sentire la sofferenza, perché senza dolore non cresci. Anche io ho partecipato a quel dispiacere: non ho responsabilità e non avrei avuto meriti in caso di qualificazione".

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