BUSANO. Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 2021, che ha avuto luogo il 20 dicembre, è stata presentata una mozione con cui il Consiglio impegnava il sindaco a richiedere formalmente lo stralcio dell’Art. 6 del DDL Concorrenza e a promuovere una discussione sull’importanza dei Beni Pubblici.
Il DDL CONCORRENZA (governo.it), approvato dal Governo il 4 Novembre scorso, prevede la privatizzazione di alcuni servizi pubblici col fine di rimuovere gli ostacoli regolatori all’attività imprenditoriale e di promuovere la concorrenza.
In sostanza, il DDL avanza l’idea per cui il mercato è preferibile allo Stato e che la libera concorrenza di aziende private per accaparrarsi l’erogazione di un servizio è preferibile al monopolio statale. Un disegno di legge che non ha mancato l’appuntamento con le polemiche, soprattutto da parte di chi, da sempre, si batte per la conservazione del Bene Pubblico.
Un tema, questo, che evidentemente sta a cuore all’Anpci, l’Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani. L’ente ha infatti inviato a tutti i comuni che vi aderiscono la proposta di rifiutare formalmente l’articolo 6 del DDL Concorrenza.
Quest’ultimo, secondo la mozione del Consiglio comunale di Busano, “metterebbe in discussione alla base la funzione pubblica e sociale dei Comuni, costringendoli di fatto al ruolo di enti unicamente deputati a mettere sul mercato i servizi pubblici di propria titolarità, con grave pregiudizio dei propri doveri di garanti dei diritti della comunità di riferimento “.
Un disegno di legge ancora più grave, secondo la mozione, se si considera l’incapacità del capitalismo occidentale di reagire efficacemente alla pandemia da Covid-19, che “ha evidenziato tutti i limiti di una società unicamente regolata dal mercato e ha posto la necessità di ripensare il modello sociale, a partire da una nuova centralità dei territori come luoghi primari di protezione dei beni comuni e di realizzazione di politiche orientate alla giustizia sociale e alla transizione ecologica, e dai Comuni come garanti dei diritti, dei beni comuni e della democrazia di prossimità”.
Le parole del sindaco
Col DDL i Comuni diventerebbero così dei “magazzini” di servizi da vendere al miglior offerente. L’idea non piace a Giambattistino Chiono, sindaco di Busano, la cui giunta ha approvato la mozione: “Ci sono dei beni che devono rimanere pubblici. Un esempio eclatante è quello dell’acqua, che non deve finire assolutamente in mano ai privati”.
L’acqua è sicuramente un tema che svetta su tutti gli altri in fatto di servizi pubblici. Aveva portato alle urne gli italiani nel 2011 in occasione del referendum che chiamava gli italiani a esprimersi sul tema. Lì, i cittadini votarono contro la privatizzazione.
Chiono prosegue enunciando un altro esempio: “Le Poste Italiane, che sono semi-private (e dunque ancora controllate in parte dallo Stato), spesso prendono decisioni arbitrarie e in contrasto con l’interesse dei cittadini. A Busano le poste sono aperte solo due giorni alla settimana, e quando sono aperte c’è la coda: è evidente che quei due giorni non bastano”.
Infine, un problema annoso connesso all’uso dei soldi pubblici, la mancanza di personale in alcuni piccoli comuni. Compreso Busano: “Abbiamo poco personale per amministrare il comune. Sì, siamo piccoli, ma certi compiti amministrativi sono gli stessi dei Comuni più grandi, e così tanti Comuni si trovano costretti a passare alle esternalizzazioni”.
La soluzione del sindaco a quest’ultimo problema non va in direzione dell’aumento della spesa pubblica, soluzione radicale che alcuni hanno preso in considerazione argomentando contro le privatizzazioni.
Semmai, Chiono suggerisce l’ottimizzazione delle risorse esistenti, a partire dal Reddito di Cittadinanza: “Abbiamo tanti percettori del Reddito che potrebbero lavorare nei piccoli comuni per due o tre ore alla settimana”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.