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BUSANO. Chiono sceriffo salva lo striscione dei coscritti

E’ ormai una moda che dilaga tra i Coscritti. Si parte dal proprio paese, rigorosamente in gruppo, e si cerca di andare a rubare lo striscione dei coscritti di un altro paese.

Ed è successo che anche a Busano il furto sia stato tentato, ma i ragazzi non avevano previsto di imbattersi, addirittura, nel sindaco. “Ogni sera faccio un giro per il paese. Controllo che tutto vada per il meglio. Vedo un furgone bianco con una scala e un ragazzo che tenta di arrampiscardi per prendere lo striscione dei Coscritti. Un’impresa impossibile, ma rischiava di farsi male”. Così il sindaco si avvicina per farlo dissuadere dall’intento. “In quel momento sono saltati fuori una quarantina di ragazzi. Tutti lì per lo striscione. Mi sono presentato, gli ho detto che ero il sindaco. Ma non sembravano intenzionati ad andarsene. e così ho chiamato i carabinieri. Sono stati gentilissimi, ma mi hanno spiegato che non c’erano pattuglie disponibili. E così me la sono sbrigata da solo. Dopo un po’ di insistenza se ne sono andati. La mia paura più grande era che qualcuno si facesse male così com’è accaduto a Forno qualche anno fa quando un ragazzo di Rivara è caduto riportando danni piuttosto seri”.

Archiviata questa brutta avvenuta, Chiono ha incontrato i suoi ragazzi, le sue giovani leve. Un incontro che si svolge ogni anno con tutte le associazioni del paese. “Invitiamo i neo maggiorenni a prendere parte agli eventi e alla vita del paese.

Ad entrare nelle associazioni e ad iniziare ad interessarsi alla vita amministrativa, spiegando loro che il futuro è nelle loro mani”. Ad i ragazzi, per la loro festa, è stato concesso di utilizzare il locale dell’ex bocciofila: “Il posto gli  è piaciuto così tanto che mi hanno chiesto di poter continuare ad utilizzarlo e devo dire di non essere contrario.

Però loro sanno che lì non possono fare quello che vogliono, io passo tutte le sere, controllo. Inoltre ho un ottimo olfatto e mi accorgo subito di che cosa stanno fumando. Per ora devo dire che sono stati bravissimi”.

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