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07 Ottobre 2022 - 07:30
Il primo cittadino di Burolo Franco Cominetto spegne i monumenti del paese. “Lo faccio per dare il buon esempio ai miei cittadini in un momento come questo dove i costi delle bollette energetiche sono schizzati alle stelle. Certo non servirà spegnere le luci dei monumenti e dei simboli del paese per risparmiare, ma dato che ci sono molti cittadini che fanno fatica a sostenere i rincari in bolletta, è giusto che anche la pubblica amministrazione faccia la propria parte” precisa Cominetto. Eh sì perché il proveddimento adottato dall’amministrazione comunale di Burolo, in realtà, non comporta un risparmio dal momento che si tratta di impianti a basso consumo. Ma è un’iniziativa che vuole dare un segnale.
Da mercoledì sera sono spenti i lampioni che illuminano la chiesa parrocchiale e il campanile (viene, invece, mantenuta accesa una luce che punta dritta sulla canonica forse per scongiurare malintenzionati). Resteranno al buio anche la facciata di Villa Pasta e della chiesa della Maddalena. Resterà spento fino a nuove direttive anche il faro che illumina il Burnel in piazza Umberto I, nel cuore del paese e pure il lampione posizionato ai piedi del monumento degli Alpini.
Escluso dal provvedimento drastico solo il parco della Rimembranza.
Ma c’è di più. Perché quello che il Natale che ci si appresta a festeggiare a Burolo sarà addirittura spento. Franco Cominetto spiega, anche in questo caso deciso insieme alla sua amministrazione, di non posizionare le luminarie di Natale.
“Putroppo quest’anno va così” racconta a malincuore il sindaco, che spera di non dover adottare altre iniziative.
“Non spegnerò l’illuminazione pubblica a meno che non me lo imponga il Governo. Perché un paese illuminato è anche garanzia di sicurezza. Vorrei evitare che accadano eventi spiacevoli o, peggio, che qualche automobilista vada fuori strada perché la via non è illuminata. In questo caso io non intendo prendermi alcuna responsabilità. Nel caso me lo dica Roma” conclude Comietto.
Burolo è tra i primi comuni ad adottare questo tipo di provvedimento, quello di spegnere i proprio simboli e di non illuminare il Natale. Ma non resterà l’unico esempio. Ci sono comunità ben più numerose che hanno scelto di spegnere i monumenti. Torino, ad esempio, ha annunciato di non illuminare la Mole Antonelliana. A Novara, già a settembre, il sindaco ha deciso di spegnere a mezzanotte la Cupola di San Gaudenzio, mentre è previsto lo spegnimento totale per la facciata del Municipio, l’Ossario della Bicocca, la teca di vetro all’Angolo delle Ore.
A Firenze si sono addirittura inventati le pedalate per accendere il Light Festival. E così via in un ottica di austerity.
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