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Agostino Putto, l'ex insegnante che valorizza il canavese con i plastici

Agostino Putto, l'ex insegnante che valorizza il canavese con i plastici

Agostino Putto con la sindaca di Settimo Vittone Sabrina Noro

Agostino Putto è una persona riservata, accogliente e di buona compagnia. Dopo aver realizzato il plastico della Pieve di San Lorenzo e del Battistero di San Giovanni e averlo donato al Comune di Settimo Vittone, siamo andati a trovarlo per conoscerlo meglio. Non appena arrivati a casa sua ci ha accolti nella sua cucina, semplice ma calda e accogliente. Poi davanti ad una tazza di caffè e ad un torcetto abbiamo chiacchierato per conoscerci meglio. Agostino è un ex insegnante di matematica, in pensione da qualche anno oramai. Mi hanno fregato - ci dice ridendo - io volevo insegnare ancora ma proprio quell’anno è stata inserita una clausola per cui quelli con più di un certo numero di anni di insegnamento avrebbero dovuto fare posto per nuovi insegnanti. Così io con più di quarant’anni di insegnamento ho dovuto per forza smettere, anche se avrei voluto insegnare ancora”. In pensione si ha molto più tempo rispetto a quando si lavora e infatti è proprio in questo periodo che Agostino inizia a creare plastici di opere architettoniche della via Francigena. Mentre mi mostra alcune foto delle sue piccole opere, mi fa vedere con fierezza il video di sua nipotina di cinque anni che fa evoluzioni in piscina. Il classico nonno che ama alla follia i propri nipoti. Il covid ha cambiato diverse abitudini, “io amo viaggiare, anche con la mia nipotina, la porto spesso in Sardegna, ma purtroppo con la pandemia ci siamo un po’ fermati. Purtroppo anche molte occasioni per esporre o visitare luoghi sono più rade ormai. Forse per questo che negli ultimi due anni non ho lavorato molto su nuovi plastici. Credo di aver avuto meno voglia vista la situazione che viviamo”. Nel giro di una decina di anni, il signor Putto ha realizzato all’incirca una dozzina di plastici, uno più bello dell’altro. “Ho sempre avuto la passione per l’architettura pur insegnando matematica, ma non avevo mai dipinto né fatto nulla di simile. Sono autodidatta, all’inizio ci mettevo molto più tempo, ora in circa tre mesi riesco a completare un plastico”. Le sue piccole opere le realizza con colori ad olio (più lunghi nell’asciugatura e quindi facilmente ritoccabili anche a distanza di ore) e pannelli di medium density (fibre di legno pressate). Per le tegole usa cartoncino, incollato su cartoncino ondulato e arrotolato su uno stuzzicadenti. “Ci vuole molta pazienza e passione - dice Agostino - in fondo se hai passione non ti pesa per niente, anzi è la parte che preferisco e che più mi gratifica”. I suoi lavori sono di due tipi: altorilievi o a tutto tondo. I primi sono il lato più bello di un edificio riprodotto, sempre con la facciata tridimensionale. I secondi invece sono proprio completi a 360°, tridimensionali da tutte le angolazioni. I suoi lavori sono di grande valore non solo perché sono realizzati molto bene e in maniera accurata, ma anche perché sono una collezione culturale di inestimabile valore. Ricostruire una parte importante della via Francigena, ovvero quella canavesana, è un progetto di livello che dovrebbe essere riconosciuto dai vari enti del territorio. Si tratta di un omaggio stupendo alla comunità del posto e un impegno civico lodevole. Ringraziamo Agostino Putto, un’artista per hobby che sta mostrando tutte le opere più belle del nostro paesaggio.
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