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10 Luglio 2021 - 22:06
Fondazione Anti Usura Crt
Insospettabili, prestavano soldi applicando tassi usurai anche del 300 % annui. Si è aperto giovedì mattina in tribunale a Ivrea davanti al collegio giudicante presieduto dalla giudice Elena Stoppini il processo a carico di una coppia di Caluso. A processo sono finiti Antonio Ferranti, 52 anni, originario di Carini (Palermo) e la moglie Maria Mezzo, 47 anni (avvocato Manuel Peretti). Lui è pensionato; lei era operatrice in una casa di riposo a Brandizzo. Insieme a loro è imputato per usura, ma per un solo capo d'imputazione, anche Vito Mazzamuto, 67 anni, (avvocato Salvo Lo Greco) anche lui originario di Carini, ma residente a San Mauro Torinese.
Le indagini erano state condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino, nel 2017. Per i finanzieri e la procura di Ivrea Antonio Ferranti era colui che prestava soldi e chiedeva tassi usurai e ad ogni incontro con le vittime si faceva accompagnare dalla moglie che lo consigliava su come mantenere i rapporti.
Ferranti e la moglie sono due persone all'apparenza insospettabili, che non conduce una vita di sfarzi. Vive in un appartamento popolare in via Martiri d'Italia 38 a Caluso. Ma riusciva ad avvicinare pensionati o piccoli imprenditori in difficoltà. Sono otto gli episodi contestati dalla Procura di Ivrea e avvenuti tra Caluso, Chivasso, Mazzè, Borgaro Torinese e Val della Torre. E solo per un caso compare la figura di Mazzamuto colpevole – secondo l'accusa – di aver accompagnato la coppia nel tentativo di ottenere indietro il prestito effettuato ad un uomo.
Il processo, aperto giovedì, è stato aggiornato all'udienza di giovedì 22 luglio quando sarà conferito l'incarico al perito del tribunale per le trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefonich
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