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CHIVASSO/BRANDIZZO. Medici di famiglia: è guerra sindacale sui tamponi. Barillà vs Bodoni

E’ guerra “sindacale” intorno ai tamponi rapidi per il Covid. A scatenarla e stato il sindaco di Brandizzo Paolo Bodoni con un messaggio diffuso via whatsapp ad alcuni sindaci del circondario per invitarli a mettere a disposizione dei locali da trasformare in hot spot e, ai medici, di attenersi all’accordo firmato a livello nazionale. Peccato che quell’accordo sia stato firmato solo dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) ma non, per esempio dallo SMI (Sindacato medici italiani). “E’ vero che è stato sottoscritto un accordo nazionale ma Bodoni ignora che allo stato attuale non esiste alcun accordo con la Regione e con le aziende sanitarie - commenta e stigmatizza Antonio Barillà dello Smi  - Il sindaco Bodoni dovrebbe decidere se parla da sindaco o da medico di famiglia. Parlasse da medico saprebbe che la nostra attività è diventata proibitiva per la grossa mole di lavoro che c’è in questo momento nell’effettuazione dei vaccini anti-influenzali. Aggiungo che forse non conosce il numero dei medici di famiglia contagiati e non sa che molti di loro lavorano in locali condominiali non idonei a garantire l’isolamento dei condomini e dei pazienti. Bodoni, inoltre dovrebbe sapere che l’attività di un medico di famiglia fuori dal proprio studio deve rispettare quanto previsto dal decreto legislativo 81 del 2008, più le altre norme vigenti…” E Barillà ricorda ancora che ai medici di famiglia, per mesi, l’Asl To4 non ha consegnato dispositivi di protezione individuali idonei. “Lo ha fatto su insistenza del sottoscritto  - puntualizza - ma non parliamo di quelli che servono per effettuare i tamponi, messi a disposizioni dei medici degli ospedali e delle Usca….” Insomma, secondo Barillà, coinvolgere i medici di famiglia “è da irresponsabili”.  “I tamponi vanno fatti da personale protetto e in laghi protetti e disinfettati costantemente - conclude -  Smettiamola di fare politica .Il tempo della campagna elettorale è finito. Abbiamo già colleghi morti o ricoverati, positivi e in isolamento e tanti colleghi che stano sostituendo questi colleghi. La cosa che mi sento di dire è che in questo momento meno si fa politica meglio è….”. Intanto, grazie alla sensibilizzazione dello SMI, il sindaco di Chivasso ha deci di acquistare 300 saturimetri per il controllo dell’ossigeno da distribuire a tutti i medici di famiglia di Chivasso ed è partita una raccolta fondi, con lo stesso obiettivo, patrocinata dal deputato Carlo Giacometto e dal consigliere regionale Gianluca Gavazza. “Molti pazienti non hanno i soldi per acquistarselo -  conferma Barillà - Il saturimetro è da considerarsi lo strumento più valido che c’è per identificare la gravità delle condizioni del malato...”.
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