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BORGOMASINO. Escrementi sul manifesto di Veneto: "E' una campagna d'odio contro di me"

BORGOMASINO. Escrementi sul manifesto di Veneto: "E' una campagna d'odio contro di me"
BORGOMASINO. Imbrattato il manifesto elettorale di Salvatore Veneto. Questa mattina il candidato a sindaco per la lista "Progetto Paese" ha trovato il suo nome ricoperto di escrementi spalmati proprio sul suo manifesto. Indignato, ha subito chiamato i carabinieri e ha sporto denuncia. "Sono desolato - racconta - non mi aspettavo una cosa del genere. Scritte e insulti, sì. Ma che si arrivasse a tanto proprio no..." Scritte e insulti. Come se fosse normale aspettarselo da parte di un candidato. "Purtroppo sì - spiega Salvatore Veneto -. Nei miei confronti c'è una vera e propria campagna d'odio. Ce l'hanno con me perché sono gay. E perché qui in paese ho condotto una battaglia per la legalità contro il quarto mandato illegittimo dell'ex sindaco Gianfranco Bellardi. Son oun personaggio scomodo". Durante la campagna elettorale era già successo qualcosa? "Purtroppo ben due persone mi hanno riferito che è stato detto loro di "non votare quel finocchio di Veneto". Finocchio, non gay. Cosa che rende tutto ancora più grave e fa capire che razza di società sia questa". Salvatore Veneto è uno che fin dall'età di 21 anni ha condotto mille battaglie a favore della libertà: "Ho iniziato a Torino con il gruppo F.U.O.R.I. (fronte unitario omosessuale rivoluzionario). Mi sono battuto per i diritti dei gay affinché fossero più liberi e non dovessero più vergognarsi". Cinque anni fa, poi, le nozze con Alberto, il suo compagno da 42 anni: "Siamo stati la quinta coppia gay a sposarsi in Italia. Un evento talmente importante che qui a Borgomasino vennero le telecamere della Rai. Il nostro matrimonio venne trasmesso integralmente. Fu una bellissima festa. Ma mi costò i rapporti con la mia famiglia. Da quel giorno nessuno dei miei fratelli e delle mie sorelle mi parla più. Nemmeno i nipoti. Sono ancora tutti schiavi del pregiudizio". Già in passato Veneto ha subito dispetti qui in paese: "Nel 2018, dopo le elezioni, per ben due volte mi sono trovato la saracinesca della mia tabaccheria bloccata con il silicone. Ma quello che è successo oggi supera ogni limite. Non resterò a guardare. E' giusto che i responsabili di un simile gesto paghino per le loro azioni".     
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