Cerca

BORGOFRANCO D'IVREA. Non si ferma la bagarre sul Bacino Imbrifero Montano

francisca copia
Sembra non avere un termine la saga giudiziaria che nell’ultimo periodo ha coinvolto il comune di Borgofranco d’Ivrea, rappresentato dal sindaco Fausto Francisca, e il Consorzio BIM (Bacino Imbrifero Montano) della Dora Baltea. Al centro della bagarre i cosiddetti sovracanoni. Partiamo dall’inizio: il Bacino Imbrifero Montano è un territorio ricco di acqua, con fiumi o torrenti; i sovracanoni, invece, sono quei soldi che i proprietari dei vari impianti idroelettrici  devono versare ai comuni del bacino.  In linea teorica tutto semplice, in pratica da mesi i tutt’intorno a Ivrea i comuni litigano su come calcolare la quota di ciascuno. E ci sono problemi con i comuni della Valchiusella che si sono fusi tra di loro e che in base a come li si considera (separati o fusi) prenderebbero una cifra piuttosto di un’altra.  E poi altri problemi di calcolo tra i comuni definiti rivieraschi: Carema, Quassolo, Quincinetto, Settimo Vittone, Tavagnasco, Borgofranco, Traversella, Valchiusa, Vidracco e Vistrorio). L’ultima news è della scorsa settimana, quando s’è saputo che Francisca e i suoi legali hanno presentato una contestazione al TSAP (Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche) per far valere la propria posizione contro le ultime azioni legali del BIM.  Il 16 dicembre 2019, sotto la presidenza di Sabrina Noro, sindaco di Settimo Vittone, infatti, il BIM aveva prorogato a tempo indeterminato (sine die) la vecchia ripartizione dei sovracanoni definita nel 2009. Ad opporsi a questa scelta era stato il sindaco Francisca. Aveva presentato ricorso al TAR, nel 2020, che però si era detto incompetente in materia (difetto di giurisdizione) e aveva rimesso la questione nelle mani del TSAP. Esiste un danno grave ed irreparabile perchè Borgofranco viene privato di un’entrata della quale ha titolo e che potrebbe inserire nel proprio bilancio ed utilizzare così come previsto dalla legge” diceva Carlo Emanuele Gallo, legale rappresentante del Comune di Borgofranco.  A sorpresa, nel dicembre 2021 il TSAP dà ragione a Francisca: le deliberazioni precedenti sono state annullate (compresa quella sulla ripartizione dei sovracanoni) e il BIM e i comuni di Bollengo, Burolo, Chiaverano e Lessolo sono stati condannati al pagamento di 6000 euro totali per le spese processuali.  Da qui, comincia la parte più recente di questa saga.  Nel luglio di quest’anno il BIM si è munito di legali per presentare un ricorso in Cassazione, chiedendo l’annullamento dell’ultima sentenza del TSAP che aveva dato ragione a Francisca La risposta del sindaco di Borgofranco non ha tardato ad arrivare: la scorsa settimana Francisca e compagni hanno infatti presentato una “memoria”, sostanzialmente un controricorso per far sì che la sentenza del TSAP rimanga in piedi, cosa che invece il BIM non si augurerebbe.  In sostanza un ricorso, su un controricorso su un altro controricorso.  I 6000 euro di spese processuali, oltretutto, ancora non li abbiamo visti” aggiunge Francisca. Il dibattito, in ogni caso, non sembra essersi esaurito qui: il Tribunale si riunirà il 29 settembre per decidere a chi dare ragione. La partita, comunque, è ancora tutta da giocare.
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori