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20 Dicembre 2021 - 13:13
Il ricorso al Tar contro il cantiere che blocca la circolazione sulla Sp 73 rischia di finire in una bolla di sapone. Un “nulla di fatto” che costerà molti soldi ai contribuenti.
Dopo aver rinunciato all’istanza cautelare che chiedeva la riapertura della strada in attesa del verdetto del Tribunale Amministrativo Regionale, ora si tratta per un dietro front su tutta la linea.
Il legale del Comune di Nomaglio e dell’Unione Montana, infatti, avrebbe annunciato al legale dei Comune di Borgofranco e Città Metropolitana la possibilità di rinunciare al ricorso, ma a spese compensate.
Cosa voglia dire lo spiega il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca: “Dopo aver fatto tutto questo quarantotto per far riaprire il cantiere, adesso vogliono fare un passo indietro rinunciando al ricorso. Purché ognuno si paghi le sue spese”.
Una soluzione di buon senso?
“Di buon senso, qui, non c’è proprio nulla. Ricorrere al Tar contro un cantiere dove si sta realizzando un’opera pubblica che metterà in sicurezza l’abitato di due frazioni, ha un senso? E ha senso che l’Unione Montana abbia sostenuto la battaglia della sindaca di Nomaglio? Questo cantiere non crea disagi a Settimo Vittone, a Carema o ad Andrate. Il problema, semmai, è solo di Nomaglio. e allora perché le sono andate dietro in un ricorso che, in ogni caso, non aveva alcun senso?”.
Se verrà formalizzata la proposta di rinuncia al ricorso compensando le spese, accetterete?
“Non abbiamo altra strada - spiega Francisca -. Il Tar, infatti, compenserebbe comunque le spese anche se arrivasse a rigettare il ricorso presentato. Tanto vale, dunque chiuderla subito”.
E quanto costerà a ciascun soggetto in causa?
“Circa 15mila euro ciascuno. Dovremo pagare noi, Città Metropolitana, Nomaglio e l’Unione Montana. Ellade Peller e Sabrina Noro )come presidente dell’Unione Montana), dovrebbero chiedere scusa ai loro concittadini per aver gettato via questi soldi. Che senso ha avuto? Sapete quanto pesano 15mila euro sul Bilancio di un comune come Nomaglio, di appena 280 abitati? Per questo, ora, la sindaca dovrebbe chiedere scusa ai suoi concittadini”.
Che la chiusura della Sp 73 dovuta al cantiere crei disagio ai Nomagliesi è dimostrato dalle oltre cento firme raccolte in paese per chiedere la riapertura della strada.
“Quei cittadini - insiste Francisca - oltre l’eventuale danno avranno la beffa di dover pagare”.
“Per quanto riguarda i borgofranchesi - aggiunge poi il sindaco - sicuramente avrebbero meritato che venissero spesi meglio questi soldi. Per questo motivo Peller e Noro dovrebbero chiedere scusa anche a loro”.
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