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01 Ottobre 2021 - 11:45
“Io non mi fermo. Chiuderò la strada per fare i lavori. Il canale di gronda è una necessità. Ho i soldi, il progetto e l’appalto è stato dato. Se non finiranno entro il 2 gennaio perderà il milione di contributo ottenuto. Peller se ne faccia una ragione. Per 60 giorni la strada sarà chiusa. Nomaglio non resterà isolata: ha la provinciale 72 e la 73 aperta verso Andrate. Le alternative ci sono”.
Lo scontro tra sindaci nato sul ponte “degli innamorati” si sposta ora sul cantiere che a breve partirà a Borgofranco tra l’abitato di San Germano e i Blametti.
La sindaca di Nomaglio, Ellade Peller, sulla questione batte i pugni: “Non si può chiudere per due mesi una strada fondamentale. Da lì passano lo scuolabus e il pullman di linea. Le altre strade sono troppo pericolose. Sia ben chiaro: nulla contro i lavori, anzi! Sono stata uno dei sindaci che hanno sollecitato la messa in sicurezza del ponte. Ben vengano i lavori, ma abbiamo dimostrato che la chiusura totale era inutile e si è risolto tutto con un senso unico alternato. Inoltre abbiamo avuto la comunicazione 5 giorni prima che partissero i lavori: anche volendo, come avremmo potuto riorganizzare un servizio complesso come lo scuolabus per Settimo Vittone?”.
E la posizione della Peller è la medesima anche per i lavori che partiranno presto a Borgofranco lungo la Sp 73: “Anche in questo caso, nulla contro i lavori. E’ importante rendere sicuro il territorio dal punto di vista idrogeologico, ma chiudere tutto è una soluzione sbrigativa e penalizzante per gli altri Comuni. Per questo abbiamo chiesto di rivedere il progetto con chiusure parziali, cantieri notturni e festivi”. Tutte soluzioni che rischierebbero, però, di portare per le lunghe il cantiere.
Sul punto il sindaco di Borgofranco è tranchant: “Non posso permettermi di perdere neppure un giorno. Il canale di gronda è necessario per mettere in sicurezza il territorio. Tra poco inizierà la stagione delle piogge e se qualche cittadino dovesse subire dei danni e ci denunciasse, vincerebbe la causa. Fanno scuola i casi Zilli, alla quale rischiamo di dare un milione di euro, e i fatti di Genova. Se il sindaco ha i soldi, un progetto approvato e i lavori appaltati, non ci sono scuse: bisogna andare avanti. E io non mi fermerò di sicuro. Che piaccia o non piaccia agli altri comuni”.
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