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13 Luglio 2021 - 15:05
La casa venne travolta da una frana
Quella casa avrebbe dovuto rappresentare il sogno di una vita per Silvia Zilli e la sua famiglia, ma è diventato un incubo che ha segnato per sempre le loro vite.
Sono gli anni Ottanta quando viene acquistato quell’immobile: “Era un ex opificio - racconta - risalente al 1400. Nel 1987 ricevemmo la concessione edilizia per restaurarla e ci trasferimmo lì nel 1991”. Quella notte del novembre del 1994, il sogno divenne incubo: “Verso mezzanotte sentimmo un rumore tremendo. I muri tremavano. Io avevo un bimbo di 3 anni e due figlie di 10 e 12 anni. Mio marito uscì per cercare di capire. La montagna venne giù e non riuscì più a tornare fino al mattino. Solo verso le 10, la Protezione Civile riuscì ad entrare in casa usando dei tronchi come passerelle e portando in salvo i bambini in braccio. Fu una notte drammatica”. E la rabbia è ancora tanta: “Scoprimmo poi che c’era un allerta, che il sindaco avrebbe dovuto informare la popolazione dei rischi che si stavano correndo. Non lo fece per “No spargere il panico” disse. Ma noi abbiamo rischiato di morire. Abbiamo anche scoperto che lo Stato aveva dato alcuni milioni di euro al Comune per mettere in sesto una zona il cui rischio idrogeologico era noto fin dal 1975”.
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