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BORGOFRANCO D'IVREA. Il comune dovrà pagare 600mila euro per la casa alluvionata nel '94

BORGOFRANCO D'IVREA. Il comune dovrà pagare 600mila euro per la casa alluvionata nel '94

Il Comune di Borgofranco

Quella casa alluvionata nel '94 rischia di essere pagata due volte. E' quel che teme il sindaco di Borgofranco d'Ivrea, Fausto Francisca. Perché nei giorni scorsi il Comune è stato condannato, in sede civile, dal tribunale di Ivrea a pagare tra interessi, spese e valore del fabbricato rivalutato, quasi 600 mila euro a Silvia Zilli, al marito Flavio Bonardo e il figlio Davide, proprietari di quella casa in località Paratore, borgata Biò. L'immobile sorgeva in un terreno a fianco dei rii dei Mulini e San Pietro poi esondati. “Trovo illogico che un ente pubblico debba pagare fino a 4 volte il valore commerciale di un immobile” confessa dai banchi del consiglio comunale il sindaco Fausto Francisca annunciando il ricorso in Appello.

A distanza di 27 anni dall'alluvione del '94 che mise in ginocchio Ivrea e l'eporediese, si riapre una partita che l'amministrazione comunale pensava fosse chiusa. Perché per ill danno procurato dall'alluvione, la famiglia Zilli-Bonardo aveva già ottenuto al termine di tre gradi di giudizio circa 485 milioni di vecchie lire (cifra che comprendeva il danno riconosciuto per la casa e i soldi dovuti per la ricollocazione).

Silvia Zilli ha presentato una nuova causa nel 2016 ritenendo – come scrivono i legali - un comportamento negligente del Comune in seguito alla frana avvenuta a cavallo tra il 5 e 6 novembre del 1994 e alla successiva inondazione del 29 giugno del 1997. Si trattava di un fabbricato su più piani acquistato da Silvia Zilli e la sua famiglia negli '80 per un valore di 12 milioni di vecchie lire. Lì, una volta ristrutturato hanno vissuto in un alloggio fino a qualche anno dopo l'alluvione. Ora risiedono a San Martino Canavese dove Silvia Zilli è anche consigliere comunale di minoranza. Nel frattempo quel fabbricato in località Paratore è stato demolito anche perché nel maggio 2012 la Regione aveva indicato quella zona interdetta ad ogni tipo di realizzazione immobiliare proprio per il rischio alluvioni e frane.

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