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BORGOFRANCO D'IVREA. Ierace accusa l'amministrazione per il Covid nelle scuole

Nell’ultimo consiglio comunale i consiglieri di minoranza, guidati dalla capogruppo Elisa Ierace, hanno attaccato la minoranza su un preciso tema: la scuola. Al centro del dibattito sono finiti i casi di covid che hanno colpite le strutture scolastiche locali nel mese di maggio.

“Quali motivi - chiedono i consiglieri - hanno indotto ad attendere un anno prima di definire un adeguato protocollo covid19 con Asl e preside al fine di mitigare il rischio di contagio nella scuola?”. Ma non basta.  Nella maggior parte delle scuole del circondario - inforca la minoranza - durante l’emergenza pandemica gli alunni hanno consumato i pasti nella propria aula, proprio per evitare contagi come accaduto a Borgofranco d’Ivrea. Perché tali semplici disposizioni non sono state attuate?”.

E proprio su questo l’opposizione punta il dito contro il sindaco e la sua squadra. “La responsabilità di quanto accaduto - concludono Ierace e Co - è sicuramente anche della scarsa attenzione dedicata alla scuola dall’attuale amministrazione che sottovaluta chiaramente le criticità e le necessità di un comparto che a differenza dei semafori T-red, non produce denaro ma è un servizio sociale di interesse pubblico. Chiediamo che la scuola non venga posta in coda alle priorità di cassa dell’amministrazione in quanto il peso sociale della stessa tocca direttamente le famiglie e pertanto deve esser messa ai primi posti”.

In consiglio la risposta è toccata all’assessore alla sanità, Liliana Blasutta, che ha replicato punto su punto. Si parte dal protocollo anticovid.

Il Comune - spiega - nel corso dell’estate 2020 in collaborazione con la Direzione Didattica si è occupato di garantire il corretto distanziamento all’interno delle aule, mentre l’organizzazione del servizio scolastico rimante in capo alla Direzione Didattica che si è attenuta alla normativa covid19”.

Anche sul motivo per cui nelle scuola di Borgofranco si sia continuano ad utilizzare la mensa l’assessore è netto.

“Non conosciamo - precisa - i motivi delle scelte altrui, per quanto concerne la nostra scuola e l’uso della mensa sono stati individuati e concordati due turni per la scuola primarie e due turni per la scuola media per mantenere il distanziamento secondo le disposizioni covid19. La scelta di consumare il cibo nella propria aula, per forza maggiore e solo perché emergenziale, non è gradita ai genitori che lamentano la poca socialità e la difficoltà di poter avere un’altra porzione. Inoltre il servizio ha subito un aumento di 0,25 a pasto”.

L’ultimo punto riguarda il presunto disinteresse del Comune nei confronti della scuola.

L’ente Comunale - conclude l’assessore - attenendosi alle linee guida ministeriali pubblicate nell’estate 2020 al fine di consentire un sicuro riavvio delle attività scolastiche, si è occupato di garantire il corretto distanziamento sociale. Attenendosi a tale normativa è stato così possibile garantire l’avvio delle lezioni apportando delle modifiche interne, mantenendo inalterato il numero delle aule essendo sufficientemente ampie. L’amministrazione ha pertanto messo in campo quanto richiesta per garantire la sicurezza all’interno delle strutture scolastiche. Si fa presente che l’amministrazione comunale proprio ritenendo l’ente scolastico fondamentale allo sviluppo sociale, ha sempre partecipato ai bandi inerenti gli edifici scolastici per poter avere i finanziamenti necessari alle migliorie da apportare alle strutture scolastiche”.

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