Una 12enne domenica sera è stata trovata morta impiccata ad una mensola di casa con la cintura dell’accappatoio. Succede a Borgofranco d’Ivrea, piccola comunità sulla strada per la Valle d’Aosta.
A dare l’allarme è stato il padre, ma quando i soccorsi sono arrivati non era rimasto più nulla da fare.
Le indagini coordinate dal pm Daniele Iavarone della Procura di Ivrea che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio, sta lavorando fianco a fianco a quella dei Minori di Torino. Intanto i carabinieri della compagnia di Ivrea hanno sequestrato il cellulare e il computer della ragazzina e su indicazione della procura sarà anche effettuata l’autopsia ‘virtuale’ sul corpo.
Il timore, ma non è l’unica ipotesi al vaglio degli inquirenti, è che non si sia trattato di un suicidio ma di una delle «sfide mortali” di Tik Tok. Un po’come era successo a Palermo, a gennaio, quando una bambina di 10 anni era morta nello stesso modo, chiusa nel bagno di casa, anche in quel caso impiccata alla cintura di un accappatoio. Immediatamente la sorellina aveva parlato di un folle gioco chiamato “Blackout challenge” o hanging challenge, una sfida di resistenza.
Gli investigatori che indagano sulla vicenda dovranno chiarire se la ragazzina possa aver agito influenzata dal social
La piccola di Borgofranco, comunque, non ha lasciato biglietti e non ha mai parlato con nessuno di quella sfida, men che meno con i genitori.
Nelle scorse settimane a Rivoli era stato segnalato il caso di un gruppo di giovani che, su corso Francia, si buttava contro le auto per gioco. Anche quella sembra essere la riproduzione di una delle sfide di TikTok.
Per cercare di arginare il fenomeno dei giovanissimi sul social network dal 9 febbraio il garante della privacy ha chiesto controlli più stringenti utili ad impetire che gli under 13 possano connettersi alla piattaforma del social cinese.
Nella giornata di ieri s’èperò fatta avanti anche un’altra ipotesi.
Al vaglio ci sarebbero alcune confidenze a due ragazzine, amiche con le quali la 12enne di Borgofranco si sarebbe confidata e avrebbe condiviso il suo proposito.Il sospetto è che la ragazzina abbia progettato di togliersi la vita con altre due amiche
Il sospetto è che la ragazzina avesse progettato di togliersi la vita o di tentare un’azione estrema proprio con loro e che tutte e tre, in verità avrebbero pianificato di uccidersi.“Al momento non sembra emergere l’elemento della sfida - ha spiegato il procuratore capo Giuseppe Ferrando - E’ un quadro ancora tutto da definire di disagio sociale.Se la ragazzina aveva progettato di togliersi la vita o di tentare un’azione estrema andata troppo oltre potrebbe non averlo progettato da sola...”.
Per questo la Procura ha chiesto di analizzare le centinaia di chat trovate sul cellulare della ragazzina, anche per chiarire il contesto in cui questo piano potrebbe essere maturato.
”E’ un’analisi che richiederà tempo”, spiega Ferrando.
L’ipotesi che la ragazzina abbia voluto togliersi la vita per un generico “disagio sociale” convince poco i famigliari che lunedìmattina hanno ricevuto l’abbraccio degli amici più stretti.
I familiari assicurano che non si sarebbe mai suicidata e per lo zio Domenico la colpa è sicuramente di Tik Tok
«Mia nipote era una ragazzina solare e che guardava al futuro. Diceva che voleva iscriversi al Liceo Classico. Non avrebbe avuto alcun motivo di togliersi la vita».
Emerge però anche un quadro di disagio evidenziato dai segni di autolesionismo sul corpo della ragazzina.
Il sindaco
Fausto Francisca
è sconvolto
Sconvolto il sindaco Fausto Francisca: “C’è un grosso sconforto in paese, – racconta, il primo cittadino – è una cosa vissuta pesantemente in città, sono tutti sconvolti. È una notizia molto brutta, che ci ha sconvolto, ha lasciato un segno in tutta la comunità di Borgofranco e di Baio Dora, dove lei e la sua famiglia abitano. Io li conoscevo bene, non c’era nessun problema, la ragazza parlava, spesso, di cosa avrebbe voluto fare da grande, non c’erano avvisaglie di malesseri, sembra che tutto sia legato a questo gioco dei social. Lei giocava a pallavolo nella squadra della città, andava a scuola, faceva la seconda media qui. Con la dirigente scolastica faremo un incontro con la psicologa, insieme ai ragazzi della sua classe, per cercare di spiegare quello che è successo. Io l’ho saputo questa mattina, non so ancora bene il motivo ma tutti dicono si tratti di Tik-Tok”.
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