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BORGOFRANCO: Francisca:"Alla Zilli neppure un centesimo"

Il Comune non deve tirare fuori un euro, la mia posizione è sempre la stessa”.

Prosegue la lunghissima querelle, il “Caso Zilli”, che, ormai, pesa sulle finanze del Comune di Borgofranco da molti anni. L’ultima puntata ha visto un ennesimo rimando da parte di un giudice di Ivrea chiamato ad esprimersi. La pronuncia, infatti, non si sa quando, dovrebbe spettare al Tribunale delle acque e non a quello ordinario.

Un bilancio completamente condizionato dall’alluvione del 1994. Sembra una barzelletta e invece la situazione delle casse del comune di Borgofranco corre il rischio di risentire degli eventi calamitosi andati in scena 25 anni fa. Nonostante il tempo trascorso, infatti, la trafila giudiziaria che vede protagonista il Comune come presunto corresponsabile per i disastri provocati allora non si è ancora conclusa. “Siamo stati costretti ad accantonare un sacco di risorse negli ultimi due anni - racconta il sindaco Francisca - il comune è stato di nuovo citato in giudizio nel 2016 e, se dovessimo perdere la causa, potremmo trovarci a dover versare una cifra tra i 300 mila euro e i 400 mila euro nei confronti di chi ha presentato l’esposto. Noi però, pensiamo di non dover dare nulla”.

Insomma, tutt’altro che bruscolini per un piccolo comune con un bilancio che supera appena i 4 milioni di euro. La prima parte del contenzioso, messo in atto da una famiglia residente in frazione Biò, si era conclusa nel 2011, quando l’ex sindaco, Claudio Ferrando, si ritrovò a dover pagare circa 65 mila euro a titolo di risarcimento per i danni subiti da una concittadina all’epoca del disastro. La causa, però, è proseguita nel 2016 con la richiesta di danni morali nei confronti del Comune. Qualche giorno fa, poi, è arrivata l’ultima notizia: il tribunale di Ivrea ha dichiarato di non avere competenza. “La causa - spiega il sindaco Fausto Francisca - era in attesa di giudizio da tempo presso Ivrea, il magistrato, a fine febbraio, ci ha detto che la competenza spetterebbe al tribunale della acque”.

Una situazione che, in ogni caso, continua a pensare sulle finanze del Comune. “Quei soldi - spiega il sindaco - potremmo spenderli per altro, per il bene della città.

Una situazione di totale ingessatura, il bilancio ridotto all’osso e la necessità di dover fare economia su ogni voce per riuscire a ricavare i soldi necessari per mandare avanti la città e mettere a punto le importanti opere di manutenzione ordinaria che servono”.

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