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BORGO D'ALE. Casa di riposo, prosegue il processo

BORGO D'ALE. Casa di riposo, prosegue il processo

La casa di riposo “La Quercia”

In Tribunale a Vercelli sono stati chiamati a deporre i testimoni delle parti civili nel processo nato dall’inchiesta in cui erano state trovate delle larve su due anziani ospiti della casa di riposo  “La Quercia”, ex Consolata, di Borgo d’Ale nel 2018. Gli imputati sono cinque: Valentino Bortolussi, legale rappresentante della “Sereni Orizzonti” che gestisce la struttura; Sergio Vescovi, all’epoca capo area nord Italia di “Sereni Orizzonti”; Denise Deriva, capo area del nord ovest; Elisa Cattaneo, direttrice della struttura; Giuseppe Santamaria, medico direttore sanitario de “La Quercia”. Sono accusati di abbandono di incapace e maltrattamenti.

Tra le persone sentite la figlia di Anna Bulla, anziana ex ospite della struttura, deceduta. «Quando ero andata a trovarla - racconta la donna - l’ho trovata vestita con abiti che non erano suoi. Si erano dimenticati la sua valigia. Ho iniziato a protestare. Lei era legata, c’erano molte mosche e alle finestre non c’erano tende o zanzariere. Mi ricordo di aver chiesto di abbassare la tapparella. Noi abbiamo saputo che mia madre era finita al pronto soccorso solo quando stava per essere chiusa l’indagine».

«Nelle cavità nasali della signora erano state trovate delle larve», ha spiegato anche uno dei medici del 118 che aveva esaminato la donna.

L’inchiesta era partita dopo un sopralluogo nella struttura di Borgo d’Ale deciso dal comitato di vigilanza Asl. «L’ispezione era stata fatta a luglio alle 14, quando faceva molto caldo - ha raccontato una dei membri della commissione che aveva preso parte all’ispezione -: non c’ erano zanzariere, i degenti avevano il sole in faccia. Rilevammo diverse anomalie: non era la prima volta, le avevamo già segnalate».

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