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BORGO D'ALE. Permessi “facili” alle giostre: in 16 chiedono il patteggiamento

BORGO D'ALE. Permessi “facili” alle giostre: in 16 chiedono il patteggiamento

Nel febbraio 2019 erano state sequestrate più di mille attrazioni

Ci sono 16 richieste di patteggiamento sulle 28 posizioni per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio dopo la chiusura delle indagini sui permessi facili concessi a Borgo d’Ale, per le giostre che venivano piazzate in tutta Italia. La scorsa settimana, davanti al giudice, gli avvocati degli imputati hanno presentato le loro richieste. Il prossimo 16 settembre invece sarà discussa l’udienza preliminare per 8 posizioni che hanno scelto di non chiedere nessun rito alternativo: se fossero rinviati a giudizio andranno al dibattimento. Nella stessa data sarà ufficialmente presentata la costituzione di parte civile da parte del Comune di Borgo d’Ale.

In tribunale era presente il sindaco Pier Mauro Andorno: è già stata manifestata l’intenzione di costituirsi parte civile da parte del Comune nei confronti dei soggetti che non hanno risarcito, ad eccezione di tre posizioni per cui il Municipio non è parte lesa. Ad ottobre invece ci saranno i riti abbreviati e in un’udienza successiva saranno definiti i patteggiamenti.

Per la maggior parte degli imputati l’accusa è quella di corruzione. Il sostituto procuratore Carlo Introvigne, che ha ereditato l’inchiesta da Davide Pretti, ha stralciato alcune posizioni dopo la chiusura di un’indagine, che ha prodotto 39 faldoni, condotta dal comando provinciale dei carabinieri di Vercelli che nel febbraio del 2019 avevano sequestrato 1095 attrazioni in 88 province in tutta Italia.

Le richieste di rinvio a giudizio riguardano soggetti residenti in tutta Italia: per la maggior parte si tratta di giostrai, o loro intermediari, che pagavano per ottenere i permessi senza dover seguire l’iter previsto dalla legge. Dopo aver versato le somme di denaro gli imputati ricevevano i codici identificativi per le attrazioni. Da tappeti elastici a piste di pattinaggio, passando per quelle dei go kart, fino a gonfiabili per bambini e molto altro ancora. Tutti ottenuti senza acquisire il parere, obbligatorio, da parte della commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, senza quindi la verifica di un funzionamento regolare delle attrazioni.

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