Il padre del presunto bambino rapito ieri a Borgaro, in sostanza, si è inventato tutto.
Un uomo di origine slava, dell’apparente età di 35 anni, vestito in modo semplice e dalla corporatura esile. Erano questi gli unici elementi in mano agli inquirenti nella tarda serata di domenica 28 settembre, quando hanno iniziato ad indagare sul tentativo di rapimento di un bambini di 3 anni avvenuto durante la Fiera e la Patronale dei Santi Cosma e Damiano. Erano.
Perché oggi pomeriggio, nella stazione dei carabinieri di Caselle, al Prato Fiera, il padre del piccolo Mattia (nome di fantasia, ndr),di 3 anni, ha iniziato a vacillare, finché non è crollato. “Mi sono inventato tutto. Avevo perso di vista mio figlio e per sei minuti non l'ho più trovato – spiega ai militari – e qualcuno, mentre sono andato verso il gazebo degli organizzatori, dove era presente un altoparlante, mi ha detto che avrei rischiato di perderlo per sempre, portato via dagli assistenti sociali e dai tribunali. E così mi sono inventato questa storia”.
I militari, coordinati dal pm Giuseppe Drammis e dal capitano Roberto Capriolo, hanno iniziato ad avere seri dubbi sul resocono dell'uomo già nella tarda serata di domenica. Ovvero quando il 33enne borgarese aveva iniziato a guardare le centinaia di fotosegnaletiche in dotazione all'Arma, focalizzando le sue attenzione su una. Ma, purtroppo, l'uomo da lui indicato è da tempo detenuto in carcere e dove sta scontando una pena per diversi reati.
E far vacillare i carabinieri anche l'assenza di lividi sulla mano dell'uomo: per ore, il 33enne aveva detto di aver picchiato al volto il rapitore di suo figlio, mettendolo in fuga. Per tutta la giornata di ieri, lunedì 29 settembre, sono proseguite le ricerche da parte dei militari dell’Arma, basandosi anche sulla Renault 19 di colore grigio, che l'uomo aveva spiegato fosse l'auto usata dai malviventi per rapire il bambino. Ieri mattina la prima “svolta”: le immagini del circuito di videosorveglianza comunale, presenti in via Settimo, ovvero a poche decine di metri dal presunto luogo del rapimento, non hanno evidenziato la presenza di persone sospette, né della Renault.
La Procura, sospettando la falsa versione dei fatti, aveva fatto riconvocare in caserma per un ulteriore approfondimento di quanto accaduto in via Santa Cristina. E oggi pomeriggio il crollo. Ora l'uomo rischia la denuncia per procurato allarme e per simulazione di reato: una pena, oltre che pecuniaria, potrebbe fargli rischiare la galera.
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