Un mazzo di fiori sul suo banco. La sua foto, mentre era sorridente, accanto. Un minuto di silenzio in suo onore e poi un lungo e toccante ricordo da parte di tutti i presenti al consiglio comunale di Borgaro. Del “suo” consiglio. Della “sua” maggioranza. Della “sua” Giunta. Della “sua” Borgaro.
Così è stato ricordato Vincenzo Barrea, a quasi tre mesi dalla sua prematura scomparsa, nella serata di giovedì a Palazzo Civico.
Il primo a prendere parola è stato il capogruppo di maggioranza, Beppe Ponchione: “La sua morte ci ha lasciato senza fiato. Vincenzo era una presenza costante, per certi versi rassicurante. Una sorta di punto di riferimento, a cui tutti noi avevamo fatto l’abitudine. Per alcuni avversari politici, poteva sembrare una presenza faticosa, con cui non mancavano confronti e, qualche volta, scontri anche molto accesi, pur nella costante correttezza. Tuttavia nessuno può negare che si sia trattato di una presenza sempre stimolante, costruttiva, mai banale. Ma non ci mancherà solo il politico. Ci mancherà anche, se non soprattutto, l’uomo. Era un amico pieno di energie e progetti per un percorso che tutti noi immaginavamo ancora lungo e ricco di esperienze, di lotte, di gioie e delusioni. Ma soprattutto lungo di vita. Non possiamo crederci che tu non ci sia più. La logica umana è stata stravolta. Avvertiamo l’assenza, il vuoto. Ma oggi vogliamo ricordarti nel tuo luogo prediletto della battaglia politica. Ciao Vince. Ciao grande uomo e grandissimo amico”.
Poi, a ruota, è toccato ai due “ragazzini” che Barrea ha fortemente voluto nella sua squadra nel suo secondo mandato, ovvero Federica Burdisso - ora vice sindaco - e Fabrizio Chiancone, che proprio con Barrea divenne vice sindaco.
“Quanto mi mancano i tuoi messaggi delle 5,30 del mattino con le foto del cestino a terra. ‘Perché non bisogna mai dormire. Non ce lo si può permettere se amministri’, ci dicevi spesso e volentieri.
Quanto ci hai fatto crescere! Sei stato la scuola che mi ha formato, sei stato il politico che mi ha cresciuta.Grazie Vincenzo per aver portato avanti la tua idea di rinnovamento e per aver investito pazienza e tempo su di noi”, l’ha ricordato la Burdisso.
Toccante anche il ricordo di Chiancone, che ha voluto rendere noti due aneddoti: “Non è facile parlare questa sera. Vincenzo è stato tanto per me. Tutto a livello politico. A 27 anni, il giorno dopo la vittoria alle amministrative, mi ha preso da parte e mi ha detto: ‘Voglio che sia tu il vice sindaco’. A 27 anni, quando la politica la facevano persone over 40 e comunque con i capelli bianchi. Era lungimirante, perché voleva far crescere la futura classe dirigente di Borgaro”. E poi il secondo, che fa più sorridere: “Ero a Cuneo e vedo il cellulare squillare. Era Vincenzo che mi diceva: ‘devi andare a Borgaro. C’è da fare il saluto all’associazione Calabresi. Non possiamo dimenticarci dei borgaresi e delle associazioni, che sono il cuore pulsante del territorio. Potevi dire di no ad un uomo così?”.
E se il consigliere Franco Marino e la presidente del consiglio comunale, Maria Mainini, hanno voluto rimarcare la “competenza e la bravura” del Barrea politico, Marcella Maurin ha voluto anche lei ricordarlo attraverso un aneddoto: “Ci eravamo conosciuti quando ancora ero una battagliera cittadina borgarese della frazione di Mappano. Poi, una sera, ecco la telefonata: ‘Vuoi fare parte della squadra che appoggia Gambino?’. Non ci ho pensato un istante. Purtroppo, però, mi spiace non aver mai fatto quella famosa cena a base di pesce”. Luigi Spinelli, invece, ricorda come grazie a Barrea sia “diventato ingegnere e sia cresciuto dal punto di vista umano. Abbiamo perso un grande uomo”.
Molto forte, invece, il ricordo di Fabiana Cescon, la più giovane del gruppo di maggioranza: “Quella di oggi è una sera triste, un’altra sera triste. In un consiglio comunale come questo, tutto incentrato sul bilancio, sarebbe stato assolutamente normale sentire il tuo intervento, deciso e rigoroso, come sempre, come solo tu sapevi fare, almeno tra noi. Mancherai Vincenzo, manchi già tanto, mancherà il tuo essere punto di riferimento, mancheranno le tue parole, quelle di incoraggiamento e di lode, ma anche quelle di biasimo, perché è così che si cresce, e tu lo sapevi bene: sapevi bene cosa dire, quando parlare, con quale tono; sapevi inquadrare una persona e coglierne le caratteristiche, per invogliarla a fare meglio e di più, pur consapevole, come amavi dire, che il meglio è nemico del bene, quando si amministra. Non ho avuto modo di conoscerti personalmente, perciò il mio ricordo di te non potrà che essere incentrato sul tuo modo di fare amministrazione e politica, improntato a pochi ma fondamentali principi: volontà, serietà, onestà, rigore, preparazione, perché, come direbbe Mattarella, “c’è bisogno di studiare per fare scelte politiche”, e tu hai studiato moltissimo, avvicinandoti anche a discipline teoricamente lontane dal tuo background. Ma l’amministrazione e la politica erano certamente le tue “materie” - chiamiamole così - preferite: e ad esse hai dato tutto te stesso, riuscendo a compiere tante buone iniziative, con lo spirito di fare del bene per il tuo amato Paese, Borgaro. Tante sono le cose che nel nostro Comune parlano di te, ma anche a livello sovracomunale hai voluto e saputo dare il tuo contributo: basti pensare alla nascita dell’Unione Net o alla recente approvazione di un ordine del giorno sulla Tav. Non a caso in consiglio metropolitano tutti i colleghi, senza distinzione di appartenenza politica, hanno dato atto del grande lavoro fatto e delle tue grandi capacità, non sempre riconosciute a dovere dalla politica. Ma questo è uno dei più grandi regali che lasci: avere il coraggio delle proprie idee, sempre, con la schiena dritta e a testa alta, con l’obiettivo di fare della politica uno strumento al servizio della gente”.
E non poteva mancare l’intervento del sindaco Claudio Gambino: “Palazzo Civico era la sua seconda casa. Qui ha avuto scontri e confronti. Qui è diventato un sindaco amato dalla città. Tutto il consiglio deve tanto a lui, anche la minoranza. Da oggi siamo più soli, più poveri. Abbiamo perso un punto di riferimento importante. Quando la battaglia si fa dura, deve emergere il gruppo. Paradossalmente usciamo rafforzati, perché abbiamo perso un maestro, che ci ha insegnato molto. Di lui ricorderò per sempre il suo passo di lato dopo la mia vittoria. Mi ha lasciato fare: ‘Ora questa fascia, questo Comune, sono tuoi. Io sarò un semplice consigliere. Non ti ostacolerò mai, ti darò consigli che potrai anche non accettare’. Ecco, questo era Barrea”.
Infine, per quanto concerne la maggioranza, il pensiero dell’assessore Luigi Casotti: “Me lo ricordo quando ancora era giornalista per Il Risveglio. Ed è lì che si infatuò della politica, diventando poi assessore, sindaco e consigliere. Era cresciuto nel corso del tempo. Di lui ricorderò sempre la sua capacità oratoria. Come Gambino, voglio rimarcare il suo passo di lato dopo la vittoria del 2014. E’ stata la scelta di un uomo intelligente, che non voleva essere un peso ma un aiuto. Mi mancherai tanto, specie come amico”.
Anche le minoranze hanno voluto dire la loro. Cinzia Tortola (M5S): “L’ho conosciuto e ci siamo scontrati, in modo dura, anche in Unione Net. Politicamente eravamo all’opposto, ma era molto preparata. Mancherà”. Cristiana Sciandra (Gruppo Latella): “Eravamo nemici politici, ma abbiamo perso tanto a livello umano e politico. Tutta Borgaro ha perso una persona molto preparata”.
Con un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, la seduta è poi ripresa. Il tutto sotto gli occhi dei familiari di Barrea, presenti tra il pubblico per l’occasione.
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