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BORGARO. Volevano solo gettarci fango

BORGARO. Volevano solo gettarci fango

Il gruppo Pd compatto replica alle critiche ricevute da Latella e i suoi

L’archiviazione dalle accuse di peculato da parte del tribunale di Ivrea, ha portato l’ex sindaco Vincenzo Barrea, l’assessore Gigi Casotti, il capogruppo Giuseppe Ponchione e il segretario del Pd, Marco Ricci, finalmente a prendere parola e dire la loro su questa vicenda.

E i quattro non hanno potuto fare a meno di attaccare il trio del “Gruppo Latella”, ovvero Marco Latella, Cristiana Sciandra e Alessandro Ferricchio.

E’ una vicenda che si perde nella notte dei tempi, quasi quattro anni fa. E per tutto questo periodo siamo stati praticamente zitti ma adesso è tempo di fare chiarezza. Di dire la nostra in merito. Sono fortemente convinto che questa vicenda legale sia partita da una sconfitta elettorale. E non avendo argomenti, progetti e idee per Borgaro, hanno deciso di gettare fango su di noi, sul Pd. Prima con i contributi alle associazioni, poi con il caso tessere e infine con i progetti della Compagnia di San Paolo. Ma il tribunale ha detto che queste accuse erano inconsistenti, archiviando. Ho il netto sospetto che il loro obiettivo fosse quello di andare ad elezioni con il procedimento aperto, in modo tale da poterci attaccare in campagna elettorale”.

Casotti, dopo aver ribadito di “essere stato messo alla gogna per quattro anni”, ha rimarcato come la loro azione fosse viziata da “malafede. Cercavano di far passare il messaggio che la città fosse governata con una specie di sistema di dubbia leicità. Ora questa vicenda fa parte del passato, ma hanno infangato noi e la città, oltre alla stessa amministrazione Gambino”.

Ponchione, invece, ha deciso che sparerà a zero in consiglio comunale: “Parlerò in consiglio ma la vicenda per me non finisce qui. Ora parlerò con l’avvocato per capire come muoversi a livello civile”.

Infine Ricci, che ha parlato di “vicenda assurda sin dal primo istante. Mi hanno attaccato come segretario del Pd, peccato che all’epoca non lo fossi ancora. Hanno ribadito in più occasioni di aver agito per il bene della città. Ma io non credo a questa tesi. Le accuse sono partite dal gruppo di minoranza ma anche da una nostra ex iscritta, che era presente e ha fatto le stesse cose che ho fatto io, ma lei non è stata minimamente coinvolta in questa vicenda. Strano eh? Credo che dietro ci sia anche il fatto che non l’abbiamo voluta inserire in lista: così facendo, si è avvicinata ai Latella. Dietro è palese ci sia una ripicca”.

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