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BOLLENGO. Per il 25 Aprile, cittadinanza onoraria a Bruno Segre

BOLLENGO. Per il 25 Aprile, cittadinanza onoraria a Bruno Segre

Il sindaco Ricca con Bruno Segre, 103 anni

Conferire la cittadinanza onoraria a Bruno Segre, classe 1918, che ha fatto della militanza antifascista l'impegno della sua lunga vita. E' questa la proposta del sindaco Luigi Sergio Ricca in occasione della Festa della Liberazione
"La situazione pandemica che persiste ancora - spiega Ricca - ci impedisce anche quest'anno di celebrare come di consueto la ricorrenza del 25 Aprile. Non mancheranno però gesti di omaggio ai caduti della Resistenza, come la posa di corone di alloro ai cippi che li ricordano. Sarà mia cura farlo, nel rispetto delle norme anti Covid.
 
Ma se le manifestazioni esterne saranno limitate, non per questo la ricorrenza passerà in secondo piano, anzi. Così, dopo aver sottoscritto lo scorso mese la proposta di legge di iniziativa popolare avanzata dal Sindaco di Stazzema contro la propaganda fascista e nazista, il sottoscritto proporrà al Consiglio Comunale di Bollengo, e sarà all'ordine del giorno della seduta del 28 aprile, la concessione della Cittadinanza Onoraria ad un personaggio torinese che ha fatto della militanza antifascista l'impegno della sua lunga vita. Si tratta di Bruno Segre, classe 1918, attuale Presidente (straordinaria vitalità ultracentenaria!) della Federazione provinciale dell'ANPPIA- Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti. 
La proposta vuole essere il riconoscimento alla persona ed al suo impegno che dura da una vita, ma anche il segno che dà il senso alla ricorrenza: quello di non smettere di fare memoria. 
 
“La memoria vale proprio come vaccino contro l'indifferenza”, sono le parole di un'altra Segre, la più famosa Liliana, senatrice della Repubblica, che ben sottolineano il senso della ricorrenza. In tempi nei quali figure come la giovane Anna Frank e l'anziana Liliana Segre vengono derise ed offese sui social, per la loro ebraicità, per quello che esse rappresentano, e quindi con la loro presunta razza, non si può abbassare la guardia, servono azioni di sensibilizzazione culturale e civica contro il razzismo e la xenofobia, contro ogni discriminazione. Servono esempi cui ispirarsi per non ricadere negli stessi errori del passato. 
 
E la figura di Bruno Segre mi è sembrato un bell'esempio da far conoscere anche alle nostre Comunità, e mi auguro che il Consiglio comunale di Bollengo possa accogliere all'unanimità la proposta". 
 
Bruno Segre nasce a Torino il 4 settembre 1918, da un matrimonio misto (padre ebreo, madre cattolica). Laureato nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Torino nel 1940, viene arrestato una prima volta per disfattismo politico nell'inverno del 1942, rimanendo tre mesi in carcere. Inizia poi l'attività di giornalista e nel settembre del 1944 viene nuovamente arrestato, dopo una sparatoria dalla quale esce salvo grazie al suo portasigarette metallico.
Descrisse la sua esperienza di detenuto antifascista nel libro “Quelli di via Asti”. Divenne poi Partigiano nella 1^ Divisione alpina “Giustizia e Libertà”, partecipando alla liberazione di Caraglio (CN).
Nel dopoguerra riprende l'attività di giornalista, poi diventa procuratore legale, specializzandosi tra l'altro nel diritto civile di famiglia, e contribuisce attivamente con l'on Fortuna per l'introduzione del divorzio nella legislazione italiana. Nel 1949 fonda il periodico politico-culturale L'INCONTRO, per settant'anni dedicato alla difesa dei diritti civili e tutt'ora pubblicato on line.
Consigliere comunale della Città di Torino dal 1975 al 1980 per il Partito Socialista.
Pioniere della cremazione, per 40 anni presiede la Federazione delle SOCREM.
E' Presidente della Federazione provinciale dell'ANPPIA- Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti- per la quale promuove con Giancarlo Carcano la pubblicazione del libro “Torino antifascista”. Presiede poi l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” di cui dirige la rivista “Libero Pensiero”, attualmente essendone Presidente onorario.
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