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Lo sport ha bisogno di tanti Anton Krupicka

Lo sport ha bisogno di tanti Anton Krupicka

Anton Krupicka

Barba incolta e look minimalista, ad un primo impatto questo è ciò che colpisce di Anton Krupicka. L’ultra trailer americano di fama mondiale è un atleta fuori dagli schemi, non c’è dubbio, ma allo stesso tempo incarna il vero spirito dello sport. Spingersi sempre al limite, senza accontentarsi, spostando l’asticella ogni giorno più in alto e non abbandonando mai l’idea di divertirsi. In Italia sono in pochi a conoscerlo ed è un male. Perché può e deve rappresentare un esempio da seguire, nella pratica sportiva così come nella vita di tutti i giorni. Le sue parole inducono una riflessione. “Per me la cosa più importante non è correre in montagna o vincere le gare, ma le montagne stesse, i paesaggi. Corro per le montagne, ma sono sicuro che se anche non corressi, passerei la maggior parte del tempo su di esse. Io non corro per allenarmi o vincere le gare, corro per stare  in montagna, apprezzarla, rispettarla ed imparare da essa. Vincere una gara è bello, sarebbe ipocrita non ammetterlo, ma non mi motiva a dedicare tutto il tempo a questo sport. La mia ispirazione viene dalla passione per la montagna e per il correre”. Cita l'alpinista Steve House "più semplice è la cosa che si fa, più ricchezza ha l'esperienza che si vive" e soprattutto non smette mai di sorridere quando parla delle sue gare, ultra trail massacranti che metterebbero a dura prova chiunque. Solo con la fatica ed il sorriso, infatti, si può inseguire un sogno, che questo sia sportivo o non.
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