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VALLE ORCO E SOANA. I sovracanoni Bim

VALLE ORCO E SOANA. I sovracanoni Bim

Iren energia

Uno degli ultimi traguardi raggiunti dalla Comunità Montana Valli Orco e Soana, ora in liquidazione, ce n’è uno particolarmente significativo, che apporterà benefici alle casse di 25 comuni del Canavese: l’accordo con l’IREN per porre fine alla contesa sui Sovracanoni BIM (che sta per “Bacino Imbrifero Montano”). La citata Comunità era infatti stata delegata a rappresentare tutti i comuni coinvolti nel contenzioso: i suoi undici, sei dell’allora “Comunità Alto Canavese” (Cuorgnè, Valperga, San Colombano, Canischio, Prascorsano e Pratiglione), i sei di quella che era la “Comunità Valle Sacra” (Castellamonte, Chiesanuova, Borgiallo, Colleretto Castelnuovo, Cintano, Castelnuovo Nigra) e due della Val Chiusella (Baldissero e Vistrorio). Superando il consueto particolarismo, avevano capito che solo unendosi potevano avere qualche speranza contro il colosso energetico, trattandosi davvero di Davide contro Golia. Spiegare questa vicenda è complicato visto che, come al solito in Italia, vi si mischiano ritardi legislativi, inadempienze degli enti locali, farraginosità delle norme. Tutto nasce da una legge del …1953, che precedeva la costituzione di un “Consorzio obbligatorio” fra i Comuni coinvolti nella produzione di energia idroelettrica, ai quali spettava un’indennità per la presenza della centrali e delle attività ad esse collegate. Vent’anni più tardi, nel 1973, veniva definito il Bacino Imbrifero Montano “Orco”. Il previsto consorzio non venne però costituito e per questo motivo, trascorsi altri ventitré anni, nel 1996, il Ministero dei Lavori Pubblici disponeva la sospensione dei Trasferimenti relativi a queste indennità, definite “Sovracanoni B.I.M.”. I Comuni decisero allora di delegare la Comunità Montana Valli Orco e Soana (la più coinvolta) a rappresentarli. Vennero incaricati ingegneri ed avvocati per studiare la questione e nel 2006 gli esperti convennero che i Sovracanon BIM dovessero essere qualificati come “entrate di natura fiscale” . I Comuni emisero pertanto degli Avvisi di Accertamento con valori ricalcolati in aumento rispetto a quelli già corrisposti. Gli impianti interessati erano sei: Agnel-Serrù-Villa; Ceresole Reale-Rosone; Valsoera-Telessio; Telessio-Eugio-Rosone; Rosone-Bardonetto; Bardonetto-Pont. L’Azienda faceva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale di Torino, allora competente per territorio (ora non sarebbe più così, visto che la sede legale dell’IREN è a Reggio Emilia). Nel frattempo, tra il 2007 ed il 2008, la Provincia di Torino rideterminava la “potenza nominale media” di due impianti (quelli di Ceresole –Rosone e di Rosone-Bardonetto). La Comunità Montana ed il Comune di Cuorgnè presentavano un ricorso al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, sostenendo che il criterio da applicare fosse quello della “portata derivabile” e non di quella “derivata”. Il Tribunale accoglieva la richiesta con due sentenze del 2011, alle quali l’IREN Energia rispondeva ricorrendo in Cassazione. A fine 2012 la Provincia di Torino rideterminava ulteriormente la “potenza nominale media” dei due impianti e questa volta l’IREN non impugnava il provvedimento e decideva di versare gli arretrati dei Sovracanoni per i due impianti di cui si è detto. Visto il carattere conciliante del gesto e dato che il contenzioso rischiava di trascinarsi per anni con esito incerto, si decideva di arrivare ad una transazione: l’IREN avrebbe corrisposto alla Comunità Montana la differenza tra quanto già versato e quanto calcolato dopo le determinazioni della Provincia. La Comunità avrebbe poi provveduto a ripartire le somme tra i comuni interessati. La cifra è di tutto rispetto: un milione e trecentodiecimila euro. La visita di due settimane fa a Locana del presidente Profumo e dei vertici dell’azienda è stata un frutto di quell’accordo ed ha avuto lo scopo di sancire pubblicamente il nuovo corso.   LE CIFRE Fra i 25 Comuni interessati dall’accordo raggiunto con l’IREN, la parte del leone nei risarcimenti spetta a quelli situati sul territorio dell’ex-Comunità Montana Valli Orco e Soana. Locana è la località che riceve di più: i 14,35% del totale ovvero euro 187.985. Seguono Ceresole con il 9,67% (pari a 126.677 euro), Noasca con il 9,09% (119.079 euro); Sparone con il 6,50% (85.150 euro), Ribordone con il 6,20% (81.220 euro), Ronco con il 5,90% (77.290 euro), Pont con il 5,36% (70.216 euro), Valprato con il 5,13% (67.203 euro). I restanti tre comuni sono sotto il quattro per cento: Ingria ha il 4,28% (56.068 euro), Alpette il 4,27% (55.937 euro), Frassinetto il 4,12% (53.972 euro). Tra i comuni delle altre zone, quello che riceve di più è Canischio con il 3,04% (39.824 euro), quello meno coinvolto Baldissero con lo 0,45% (5.895 euro). Fra i centri più grandi non di area montana, a Cuorgnè spetta il 2,72% (35.632 euro), a Valperga l’1,92% (25.152 euro). Se la cifra complessiva versata dall’IREN – ovvero 1.310.000 euro - è in sé consistente, le somme che vanno ai singoli comuni sono anch’esse significative, soprattutto quando si tratta di piccoli paesi che contano poche centinaia o addirittura poche decine di abitanti.
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