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30 Luglio 2022 - 14:54
Danilo Armanni
Fra i numerosi temi affrontati nella seduta di consiglio tenutasi lunedì 25 luglio a Cuorgnè il più importante è probabilmente l’ultimo. Purtroppo, trovandosi in fondo ed essendo stato preceduto da interminabili discussioni sui precedenti punti, è stato esaminato piuttosto frettolosamente e liquidato (peraltro con voto unanime) un po’ alla chetichella, senza approfondirlo.
Si tratta della Proposta di Ordine del Giorno presentata dal gruppo dei <Moderati e Indipendenti> più di due mesi fa (era datata 13 maggio ed era stata protocollata il giorno 18) e riguardante il cosiddetto “DDL Concorrenza” del quale si era molto parlato nelle scorse settimane a proposito di taxi e concessioni balneari. Era invece passato sotto silenzio un altro aspetto, di ben più vasta portata perché avrà pesanti ricadute sui servizi erogati ai cittadini dalle amministrazioni locali: quella che si prospetta è una privatizzazione generalizzata e, vista la storia degli ultimi decenni, ben ci si può preoccupare.
Nel periodo intercorso fra la presentazione della Proposta di Ordine del Giorno ed il primo consiglio utile per esaminarla, il provvedimento era stato approvato dal Senato ed approdato alla Camera, che doveva discuterlo proprio il 25 luglio. E’ poi stato approvato con qualche modifica, così che dovrà tornare a Palazzo Madama.
“Quest’ordine del giorno – ha spiegato il capogruppo dei <Moderati e Indipendenti> Danilo Armanni – deriva da un movimento di opinione che si è creato nel Paese contro il Liberismo ed il Capitalismo Finanziario che a partire dal 1992 hanno chiesto la privatizzazione di ogni cosa: ne vediamo i risultati. Con questo provvedimento del Governo Draghi tutte le attività economiche degli enti locali dovranno essere cedute, prevedibilmente a grosse multinazionali. Per la prima volta nella storia repubblicana si propone l’apertura totale al mercato di ogni servizio pubblico locale (compresi il Trasporto, i Rifiuti ed il Servizio Idrico, in palese contrasto con i risultati del referendum del 2011) non escludendo nemmeno i Comparti Sanitari e Socio-sanitari: esattamente il contrario di quanto si dovrebbe fare, come la pandemia ci ha insegnato. Si definisce <adeguata valorizzazione della proprietà pubblica> quella che sarà una dismissione. I Comuni dovranno passare attraverso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e, se non esternalizzeranno le attività, dovranno giustificare la propria scelta dimostrando che gestirle direttamente costa meno che non ricorrere ai privati. Eppure le privatizzazioni hanno sempre provocato aumenti tariffari e ridotto gli investimenti, la qualità e capillarità del servizio. Fra l’altro il Disegno di Legge è fortemente sospettato di incostituzionalità in quanto trasferisce al legislatore nazionale funzioni amministrative che la Costituzione attribuisce ai Comuni salvo specificità che impongano di delegarli allo Stato o alle Regioni”.
Nella proposta di Ordine del Giorno si invitavano quindi l’ANCI e <gli enti locali in sede di Conferenza Unificata> a prendere posizione; si chiedeva al Governo di ritirare il provvedimento ed al Parlamento di non convertirlo in legge. “La nostra richiesta – ha concluso Armanni – è che il consiglio si pronunci nel merito, che s’impegni a sostenere i contenuti di quest’ordine del giorno e ne dia diffusione in modo da consentire ai cittadini di farsi un’opinione”.
A seguire è intervenuta il sindaco Giovanna Cresto: “Ne abbiamo parlato in maggioranza e non siamo contrari a sottoscriverlo anche se non vi è stata una grande levata di scudi e se l’ANCI è intervenuta solo su determinati articoli. Adotterei una formulazione generica per non impegnare gli uffici in un lavoro che si rivelerebbe inutile visto che il Disegno di Legge è stato modificato e lo sarà di nuovo… sia pure solo in quelle parti che interessano alle lobby”.
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