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CHIVASSO. Addio Edda, una donna che sognava alla grande

CHIVASSO. Addio Edda, una donna che sognava alla grande

Edda Angeleri Gaudina da ragazza è stata campionessa italiana di atletica

CHIVASSO. Si è spenta Edda Angeleri Gaudina, “donna di grande coraggio e di meravigliosa bellezza”, storica atleta chivassese, eccezionale nello sport (campionessa italiana di atletica) come nella vita. Una persona straordinaria che ha saputo amare e farsi amare da tutti coloro che hanno avuto l’onore di percorrere con lei alcuni brevi o lunghi tratti della vita. Ad annunciare questa greve perdita sono stati i familiari, i figli Silvia e Massimo, con Camilla e i nipoti Olivia, Lorenzo, Edoardo e Alice.

Chivasso Con la nipote Olivia (da bambina)

La determinazione e la grandezza di Edda non può essere restituita dalla narrazione che ne faremo ora ed è per questo che, umilmente, proprio come lei, ci limiteremo a ricordarla attraverso la testimonianza di due donne a lei care, capaci di onorarne al meglio la memoria. 

Edda era una donna eccezionale. A raccontarci di lei Silvia Gaudina, l’amata figlia, ed Emilia Loredana Manfredi, l’amica e collega di una vita. “E’ difficile trovare le parole giuste per esprimere il mio dolore. Mia madre era una donna incredibile: impressionante l’energia che riusciva sempre ad emanare - racconta Silvia –. Contagiava tutti con il suo ottimismo. La sua grande passione era lo sport, che la portò a creare il Centro Sportivo Chivassese per la Ginnastica Artistica territoriale, nato nel 1978 con l’affiliazione alla Federazione Ginnastica d’Italia, sotto l’egida del C.O.N.I.”.

Silvia ricorda che “finché ha potuto è rimasta alla presidenza dell’associazione: era un’organizzatrice nata! Il punto è che in quegli anni la ginnastica artistica non c’era a Chivasso, allora lei pensò bene, insieme ad altri genitori, di fondare questa associazione sportiva. Io ho diretto il centro – aggiunge Silvia - essendomi diplomata all’ISEF, il suo sogno ed anche il mio, grazie alla passione per lo sport che, pur essendo lei andata a lavorare in Comune, ha sempre coltivato e che è stata capace di trasmettere a me e poi a mia figlia Olivia, che è diventata una ginnasta di serie A”.

Chivasso Edda e Livio Berruti (velocista campione olimpico Roma 1960)

L’associazione oggi continua ad essere un punto fermo del chivassese, “vive ed ha centrato l’obiettivo di promuovere lo sport a tutti i livelli” sottolinea la figlia di Edda. “Mia madre era dotata di un grande senso estetico, qualità che abbinava alle capacità organizzative. Era lei ad organizzare i saggi di danza e li seguiva dall’inizio alla fine. Aveva una cura particolareggiata per i dettagli, per le coreografie, la scelta delle musiche. Una donna spumeggiante ma modesta: restava sempre dietro le quinte, pur coordinando tutto”.

Edda Angeleri Gaudina ha lavorato per tanti anni all’Ufficio Sport della Città di Chivasso. “Quando non vi era ancora la piscina – rammenta Silvia - lei organizzava i trasporti per portare i ragazzi ad Ivrea. La Edda negli anni 70 era un’istituzione, una donna bellissima e corteggiata da numerosi pretendenti, essendo rimasta vedova. Ma lei non dava mai corda a nessuno: era modesta e riservata”.

Andiamo a ritroso nel tempo, all’inizio degli anni 70, con Emilia Loredana Manfredi, l’amica del cuore, che ricorda Edda come “una donna eccezionale, unica, di gran classe, una vera signora”. 

Chivasso Edda con l'amica Manfredi

Essendo rimasta vedova prematuramente – continua a raccontare la Manfredi - si rimboccò le maniche e fece un concorso indetto dal Comune di Chivasso. Fu in quel contesto che ci conoscemmo: colleghe per la vita. Edda era il motorino di qualsiasi attività sportiva. Poi, dato che era in gamba – prosegue l’amica - divenne segretaria dell’allora sindaco Paolo Rava. Fu sotto di lui che venne instituito un ufficio di relazioni pubbliche e istituzionali, dove si organizzavano tutti i grandi e piccoli eventi del comune. Edda organizzò, per citarne alcuni, l’agenda dell’ambasciatore della Polonia in visita alla Mandria. Poi ci fu la volta del sindaco di Betlemme in Palestina, ospite a Chivasso per tre giorni. Lei era una garanzia di successo. Non lasciava nulla al caso.”

Chivasso Edda Angeleri Gaudina oggi

Eravamo come sorelle”, dice Emilia Loredana Manfredi con voce commossa, “Edda era una persona molto colta ed il suo pregio principale era l’umiltà: faceva tutto ma non voleva mai apparire. Aiutava molto il prossimo mantenendo l’anonimato. Si trovava e metteva a suo agio chiunque. Lo sport è stato sempre il suo grande amore. Era una sportiva, veterana degli atleti nazionali. Con lei non si riusciva a litigare. Impossibile non volerle bene. 

I funerali avranno luogo in Chivasso, lunedì 11 luglio alle ore 15.30 nella Chiesa dei Santi Giovanni Battista e Marta, in via Torino 34, partendo alle ore 15.15 dall’abitazione di via Po 10.

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