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SETTIMO TORINESE. L'uomo e la Città: il ricordo di Teobaldo Fenoglio

SETTIMO TORINESE. L'uomo e la Città: il ricordo di Teobaldo Fenoglio

in foto, Teobaldo Fenoglio in un discorso pubblico in piazza della Libertà

Mite, gioviale e generoso, ma anche solerte, competente e instancabile. Occorrono pochi aggettivi, però densi di significato, per tratteggiare la personalità di Teobaldo Fenoglio, nato a Gassino il 2 dicembre 1930 in una famiglia di piccolissimi imprenditori edili, sindaco di Settimo per meno di due anni e mezzo, un tempo assai breve ma fecondo d’idee e progetti per il futuro della città. Benché studiata ai fini della campagna elettorale che infiammò la primavera del 1985, una fotografia rivela efficacemente il tratto umano del politico che sa parlare ai cittadini con onestà e schiettezza. Fenoglio è ripreso su una bicicletta da passeggio: non sorride, tuttavia la sua spontaneità appare irresistibile, suscitando un’istintiva simpatia.

Sindacalista e politico

Dopo un iniziale periodo di militanza nella sezione di Gassino e poi nella federazione provinciale del Partito socialista, Teobaldo Fenoglio si dedicò all’attività sindacale, ricoprendo dapprima il ruolo di funzionario presso la Camera del lavoro e successivamente di segretario degli edili di Torino. Nel 1964 s’iscrisse al neocostituito Psiup (Partito socialista italiano di unità proletaria), rinunciando all’impegno sindacale. Della nuova forza politica condivise le vicende sino allo scioglimento del 1972 e alla confluenza nel Partito comunista italiano per il quale, dal 1975 al 1985, fu responsabile dell’assessorato provinciale all’Agricoltura, a cui vennero unite le deleghe alla caccia e alla pesca, per denominarsi infine assessorato all’Ecologia.

Coniugato nel 1964 con Giuseppina Rochira, pugliese, e padre di Gianfranco, nato nel 1966, Fenoglio si trasferì a Settimo all’inizio degli anni Ottanta. Eletto in consiglio comunale nel maggio 1985, fu designato sindaco da una maggioranza monocolore, quindi da uno schieramento costituito da comunisti, socialisti e socialdemocratici, il quale reggerà le sorti della città sino al dicembre 1987, quando i comunisti passeranno all’opposizione. Rieletto in consiglio comunale nel maggio 1990, aderì al Pds, il Partito democratico della sinistra che ereditò la tradizione politica del Pci, e ne divenne capogruppo.

La Settimo di Fenoglio

Come si presentava Settimo Torinese negli anni di Teobaldo Fenoglio? Dai tempi del boom cioè della grande crescita demografica ed economica, molta acqua era fluita sotto i ponti del rio Freidano, parzialmente intubato e ridotto a fosso maleodorante. Coi suoi quarantaseimila abitanti, il terzo polo industriale del Piemonte mostrava i segni di una devastante crisi. Le grandi fabbriche perdevano progressivamente la forza d’imprimere il proprio ritmo all’intera società locale. Profonda meraviglia manifestò la stampa nel gennaio 1985 quando poco meno di seicento persone si candidarono a un concorso per tre posti di applicato comunale: in maggioranza si trattava di donne. Alla chiusura delle acciaierie Ferrero (ma ai tempi di Fenoglio si pensava di riuscire a salvarle, rilocalizzandole in strada Cebrosa) sarebbe seguita quella di non poche altre aziende. Gli stessi conflitti sociali si stavano spostando in ambiti dove la produzione di massa incideva pochissimo: non più capitale-lavoro, ricchi-poveri, proletari-borghesi, ma giovani-adulti, occupati-disoccupati, italiani-stranieri, lavoratori precari-pensionati.

Fortemente avvertita era la necessità di allontanare il traffico automobilistico dal centro storico affinché i settimesi potessero riappropriarsi di spazi dei quali non potevano fare a meno. Alla costruzione della strada di scorrimento veloce a sud del territorio (poi vie Carlo Alberto Dalla Chiesa e Galileo Ferraris), della piazza per il mercato in via Castiglione e dei necessari parcheggi seguirà, nell’autunno del 1986, il primo esperimen-to di chiusura dell’area centrale.

Nessuno in Settimo, tantomeno i politici, possedeva le chiavi per uscire da una crisi che non era soltanto economica, tuttavia si riteneva che occorresse elaborare proposte e progetti per tenere il passo con le trasformazioni in atto, confermando il ruolo propositivo del Comune in settori assai sensibili quali la casa, il lavoro, la sanità, il disagio giovanile, l’emarginazione degli anziani e così via.

Definito dall’assemblea dei capigruppo consiliari, di cui Fenoglio faceva parte, e approvato con voto unanime il 27 settembre 1991, lo statuto del Comune fu inteso – per ricorrere alle espressioni di allora – come una prima ma essenziale tappa verso una cultura normativa e amministrativa che assicurasse efficienza e razionalità ai servizi pubblici.

9 giugno 1992

A Settimo Torinese, Teobaldo Fenoglio fu consigliere comunale e capogruppo sino all’improvvisa morte, il 9 giugno 1992, dopo un brevissimo ricovero ospedaliero. Non aveva che 61 anni di età. A lui sono attualmente intitolati la Fondazione per l’ambiente che ha sede legale in Torino, nel Palazzo Cisterna, e il Centro polifunzionale di via Antonio De Francisco, a Settimo.

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