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CHIVASSO. Buo: "Dove sono finiti i miei voti? Bisognerebbe chiederlo a chi mi ha votato"

CHIVASSO. Buo: "Dove sono finiti i miei voti? Bisognerebbe chiederlo a chi mi ha votato"

Claudia Buo

CHIVASSO. L’ago della bilancia alla fine ha pesato in favore di Claudio Castello. L’elettorato di Claudia Buo, la candidata sindaco di Liberamente e di Democratici in Azione, uscita al primo turno della competizione elettorale, con i suoi oltre 1.700 voti ha determinato l’esito del ballottaggio. Avendo lasciando campo libero ai suoi - “Votate chi volete, basta che andiate a votare” - Buo ha di fatto consegnato un bel bacino di voti al candidato sindaco di centrosinistra, quel Claudio Castello che aveva mollato un anno fa all’indomani dell’operazione Platinum contro la ‘ndrangheta.  Buo, però, di passare come uno degli attori determinanti della vittoria di Castello, non ci sta. “Oggi per me vale tutto quello che ho detto all’indomani del voto del primo turno - spiega -: faremo opposizione esattamente come l’abbiamo fatta fino a poche settimane fa. Non ho dato indicazioni di voto ai miei, ognuno ha fatto secondo coscienza. Non so dove siano finiti i miei voti, bisogna chiedelo ai miei quasi 1800 elettori”. Renato Cambursano, tra i principali sostenitori di Claudia Buo e tra i più critici nei confronti di Claudio Castello, commenta così il risultato delle urne del ballottaggio. “Chiunque abbia vinto, ha vinto con poco più del 20 per cento degli elettori. 1,1 elettore su 5 ha votato per Castello, 0,9 per Clara Marta. Significa che  due cittadini su cinque sono andati a votare, tre sono invece rimasti a casa. Chi governa oggi, governa con il consenso di un chivssese su cinque.  Di questo si deve tenere conto: stiamo perdendo per strada una barcata di cittadini che si disinteressano totalmente di quanto avviene nella città in cui vivono”. “L’analisi del voto è semplice - continua Cambursano -. Dei 1.700 voti di Buo, secondo me 1.000 venivano da destra e 700 da sinistra. Di questi ultimi, 500 sono andati a votare. Gli altri mille hanno fatto altro...”. “Personalmente - conclude Cambursano -, come ho già detto in più occasioni, da domani mi siederò come diceva Confucio sulla riva del fiume, ad aspettare che le acque trascinino a riva il cadavere del mio nemico, politico s’intende.  Sono convinto che passerà, questo cadavere, perchè quello che è successo solo un anno fa non può finire così nel dimenticatoio. Ottobre è vicino e, con l’apertura del processo Platinum, ne sentiremo delle belle. E qualcuno qualche spiegazione dovrà darla. Staremo a vedere...”.
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