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IVREA. “Bilancio: non siete credibili”. Il “fanta ospedale” della "fanta" senatrice Tiraboschi

IVREA. “Bilancio: non siete credibili”.  Il “fanta ospedale” della "fanta" senatrice Tiraboschi

Piccoli Elisabetta

Dammi una lametta che mi taglio le vene” cantava Donatella Rettore tanti, tantissimi anni fa. Ed è questo che sarà più o meno venuto in mente, l’altra sera, ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza e minoranza nel preciso istante in cui la vicesindaca Elisabetta Piccoli ha annunciato che s’era data due ore di tempo per parlare e “ci sarebbe stata dentro”. Manco a dirlo l’assise convocata per la discussione sul bilancio 2022 e sul documento unico di programmazione, si sarebbe poi chiusa intorno alle tre e mezza del giorno dopo. Due ore per raccontare progetti, cose da fare, più di 20 milioni di investimenti da consegnare nelle mani di Sertoli o di chi verrà dopo di lui. Tra le poche novità, degne di nota, la decisione di vendere  l’ex Valcalcino e con i proventi sistemare i nuovi uffici di via Cardinal Fietta. Quindi l’abbattimento dell’ex scherma per fare spazio ad un archivio del Comune. Infine i passi in avanti compiuti per l’acquisizione di una parte dell’Anfiteatro e del piccolo immobile dentro al quale si vorrebbe organizzare un presidio turistico.  Per il resto, sia da parte sua che dell’assessore Michele Cafarelli solo un lungo elenco di bandi vinti per la rigenerazione urbana, per la sistemazione del castello e, infine, grazie al Pnrr, per la sistemazione di Palazzo Giusiana, dei giardini e della sala cupola. Quindi i lavori all’impianto sportivo San Giovanni, quelli che si vorrebbero fare sulla sinagoga e quelli bloccati (la ditta avrebbe rescisso il contratto) per le selle Gerber del viadotto XXV aprile. E quest’ultima è davvero “sfiga” considerando che poteva essere una delle prima opere portate a casa. Il guaio è che nulla (o quasi) di tutto questo, vedrà la luce prima della elezioni amministrative del prossimo anno, forse neanche l’abbattimento del Cena, figuriamoci la nuova biblioteca. “C’è un dato oggettivo che condiziona la vostra credibilità - ha inforcato il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - Scrivete che entro la fine dell’anno investirete 9 milioni e 700 mila euro. Tutti sappiamo che Ivrea ha un capacità fisica di investimento massima di 4 milioni all’anno.   Non avete i piedi per terra. Non siete credibili. Vedremo su che cosa vi concentrerete nei prossimi mesi....”. Tra le ulteriori perplessità di Perinetti il poco messo in pista per il sito Unesco, a cominciare dall’Ente Gestore (sulla carta l’ennesima Fondazione di cui si è sempre parlato ma non si è mai arrivati ad alcunchè) e il ruolo  di Ivrea quale Comune capofila di un territorio, ruolo in passato esercitato  anche grazie alla Centrale Unica per gli appalti, un ufficio che è stato smantellato.  “Gli 8 milioni del Pnrr- ha insistito -  Avremmo potuto utilizzarli per fare la biblioteca a palazzo Giusiana e non avremmo dilapidato i soldi della Fondazione Guelpa...”. Che invece, secondo Perinetti, si sarebbero potuti utilizzare per l’ampliamento del Museo Garda i cui maggiori costi sono oggi rappresentati dalla mancanza di spazio. “Smontare e rimontare ci costa 130 mila euro all’anno...”, ha sottolineato.  E  poi il mercato a km zero in piazza Gioberti, il poco realizzato nei quartieri periferici della città, il bocciodromo di San Bernardo per il quale esisteva già un progetto esecutivo che l’assessore Cafarelli ha gettato (si fa per dire) in un cestino. Senza dimenticare la piscina (“ce ne vorrebbe una nuova, magari costruita con il project financing”), la Polveriera (“che sta crollando a pezzi”) e le manutenzioni dei parchi (“Una cancellata poteva finire addosso ai bambini”) “Fatto grave - ha stigmatizzato ancora Perinetti - Nel Documento Unico di programmazione non è citato il nuovo ospedale. Non esiste. Questa cosa rischia di minare la credibilità della proposta. Vale anche per la ferrovia. Lo sappiamo benissimo che il problema più grosso è la mobilità. Ignorato anche il mercato:  non c’è un centesimo e se non c’è è perchè non ci credete. C’è solo una frase in cui dite di voler ridelineare i parcheggi ...”.    Molto, molto male anche sul Carnevale e su San Savino una festa organizzata in maniera raffazzonata per il terzo anno consecutivo. “Le precedenti amministrazioni - ha concluso Perinetti - avevano investivo molto sulla cultura del cavallo che non c’è in tante altre città. Voi l’avete completamente ignorata. So che la sfilata non passerà da via Palestro per problemi di sicurezza. Io lo dico adesso, se non ci si organizza rischiamo di non fare anche il Carnevale...  Che il bilancio presentato dall’Amministrazione assomigli ad un programma elettorale lo pensa anche il consigliere comunale Francesco Comotto. “Fate solo proiezioni - è entrato in polemica -  E’ un libro dei sogni. Ci viene un po’ difficile capire le cose che si realizzeranno quest’anno, visto che siamo già a giugno.  E’ meritorio correre dietro ai bandi ma non si può impostare l’Amministrazione della cosa pubblica sui bandi che si riescono a vincere... Continua a mancare un disegno complessivo”. Morale? Secondo Comotto sui grandi temi della passata campagna elettorale (Unesco, Mercato ecc..) non s’è mossa foglia.  E poi sui certificati per la prevenzione antincendio della biblioteca che ancora non ci sono. Sul Piano regolatore (“questo sconosciuto”) sulla passerella che deve essere risistemata, sugli autobus che prendono fuoco, sul casello autostradale di San Bernardo, sulla galleria ferroviaria, sul Valcalcino Ha ragione Perinetti: tutto non si può fare - ha stigmatizzato -  Sull’ospedale non c’è una riga.  Non c’è il sottopasso di via Verdi. Non vedo un intervento in cui verrà posato un mattone quest’anno. Non mi sbaglio di molto. E’ da quattro anni che ci diciamo le stesse cose....”. Senza contare i “copia e incolla” dai bilanci precedenti e quei prospetti sul fabbisogno di personale. Secondo il grillino Massimo Fresc la prima cosa che un’Amministrazione dovrebbe garantire è la sicurezza dei cittadini. Dubbi anche sull’aumento delle spese, sull’Energy Manager (ci sono uffici in cui si muore dal caldo) sul Piano regolatoare (“La presentazione dell’architetto Paglia non mi ha impressionato”), sul turismo e sul parco dei cinque laghi fermo con le quattro frecce. “Una gestione dilettantesca - ha commentato - Sul mercato la nostra posizione è diversa dal Pd. La decadenza però è sotto gli occhi di tutti e qualcosa la si deve immaginare. Non basta raggruppare gli stalli. Serve un marciapiede di collegamento. Serve un punto  ristoro. Serve un’illuminazione. Serve più sicurezza...”. Al coro di critiche s’è unito il dimissionario Andrea Benedino. “Cafarelli sostiene che il disegno tracciato nel bilancio sia uno dei migliori degli ultimi 40 anni. Beh, io dico che amministrare non significa fare dei bei disegni, ci vogliono delle priorità. Sembra piuttosto un programma elettorale...”. Anche Benedino, come già Perinetti, ha puntato il dito sui soldi del Pnrr. “E’ il colmo - ha rimarcato - Abbiamo i fondi per Palazzo Giusiana e non abbiamo i fondi per piazza Ottinetti, l’Istituto Cena con è ancora stato demolito e non è ancora stata definita la collocazione definitiva dei materiali che si trovano là dentro. Insomma, siamo fermi a 5 anni fa...”. E poi l’affondo su un’opportunità che l’Amministrazione comunale non avrebbe dovuto lasciarsi sfuggire:  l’utilizzo delle palazzine Ced Olivetti per l deposito di materiale dei musei del Piemonte. “E’ saltato tutto - s’è lamentato - perchè dovevamo far giocare al fanta ospedale la senatrice Tiraboschi. Era un progetto che stava nelle corde di questa città e poteva far fare un salto di qualità importante, diventando un’attrazione regionale e interregionale. L’abbiamo persa per miopia politica....”. Da Benedino a Fabrizio Dulla che s’è concentrato sulla leadership che Ivrea non ha più e sulle difficoltà a fare lobby territoriale. E si comincia dai fondi del Pnrr che sarebbero dovuti servire per aggregare i comuni e affermare una leadership. “Con un blitz, la giunta ha presentato in fretta e furia i progetti per Palazzo Giusiana - ha denunciato -  L’obiettivo avrebbe dovuto essere un altro. Per esempio mettere in fila una serie di comuni e chiedere il raddoppio della ferrovia...” E poi sulle Comunità energetiche per le quali il consiglio comunale aveva chiesto un impegno dalla giunta (“Siamo ancora in tempo. Ci saranno 5 miliardi a disposizione dei comuni sotto i 5 mila abitanti, ma qualcuno deve aiutarli a gestire questo processo) e sull’ospedale che a suo dire non si farà mai, di sicuro non oggi, nè domani “L’assessore regionale Icardi - s’è rivolto a Sertoli urlando - ha girato tutte e 11 le Asl piemontese promettendo i soldi dell’Inail. Diceva che c’erano 9 miliardi di euro. Ci sono appena 200 milioni nel 2022, nel 2023 e nel 2024... Alla prossima assemblea dei sindaci dica a Icardi che è un bugiardo”. Infine Gabriella Colosso s’è concentrata sulle politiche sociali, sui centri estivi, sul servizio civile, sul sostegno alle famiglie, sui cantieri di lavoro e su quella bella esperienza che è stato il portierato sociale a Bellavista. “Nulla! - ha rimarcato - Non c’è nulla.” Tant’è!. Il parafulmine, stavolta, lo ha praticamente fatto solo il sindaco Stefano Sertoli. “E’ vero - ha risposto a Perinetti -  che abbiamo perso tempo per l’Ente gestore del patrimonio Unesco ma il ministero ci ha fatto sapere che non avrebbe potuto farne parte e come lui anche la Regione e Città Metropolitana. Inutile creare un nuovo ente solo con Fondazioni Guelpa e Olivetti che fanno già parte della cabina di regia. Sarà anche importate l’ente gestore ma  non ci ha impedito di muoverci ....” Il mercato? La macchina sprofondata nell’acqua alta?  Il problema Sertoli lo ha affrontato così: “Mi sono infilato gli stivali e sono andato a vedere cosa stesse succedendo. Non tolgo nulla al mio lavoro. Quella zona è pericolosa. Non può più essere lasciata lì così com’è. Sono problemi che abbiamo  ereditato e non mi sentirete mai dire che la colpa è di chi c’era prima. Problemi enormi anche in via Jervis e via Torino...”  Quel che proprio non è riuscito a digerire Sertoli è piuttosto  l’accusa del fanta ospedale per far giocare la Senatrice Tiraboschi. “Il progetto dell’ospedale a Palazzo Uffici l’ho scoperto molto tempo dopo. Se non abbiamo parlato dell’area Montefibre è perchè non esiste una delega alla sanità e il bilancio ricalca gli incarichi di giunta ... ”.  Che poi lui a Icardi ha già anticipato che non dirà proprio nulla: “Se è vero che mancano i soldi lo vedremo...”. Infine che non si venga a parlare di leadership sul territorio. “Non l’accetto - ha sentenziato - Non esiste neanche tra i partiti...”. E di sicuro si riferiva a quel che sta succedendo nella Lega da qualche tempo a questa parte, con il fuggi fuggi generale. Ultimo appunto sulla festa di San Savino  che è ancora da vedere che festa sarà e sul Carnevale. “Adesso che esiste l’associazione delle Componenti organizzeremo il tavolo di confronto...”, ha concluso. Liborio La Mattina
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