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LESSOLO. Un giorno a scuola senza zaino ...e in bicicletta, che avventura

LESSOLO. Un giorno a scuola senza zaino ...e in bicicletta, che avventura

Un giorno a scuola senza zaino e in bicicletta da Lessolo e Pavone

Da Lessolo fino a Pavone, senza zaino e in bicicletta! Una carovana di circa cinquanta ragazzi, dalla prima alla terza media è partita alla carica alla volta del plesso in mattoni rossi che ospita i loro coetanei ai piedi del castello. E’ stata un’avventura, eccome se lo è stata, attraverso tutte le scorciatoie più verdi e più tattiche. Non c’entra il Giro d’Italia, passato da queste parte domenica mattina, è stata una strana concomitanza. Il “Senza zaino day” cadeva giovedì 19 maggio, in tutta Italia e il plesso lessolese ha voluto celebrarlo in maniera molto, molto sportiva. Non è la prima volta ma questa è stata inedita per lunghezza del percorso e numero di ciclisti in erba, coordinata e ben organizzata, come è naturale che fosse, da un gruppo di adulti composto da insegnanti, amministratori comunali, vigili urbani e protezione civile.

“Abbiamo percorso tutte le vie non provinciali e insieme ai vigili dei comuni interessati siamo riusciti a mettere in sicurezza gli attraversamenti: dalla scuola di Lessolo ci siamo diretti a Fiorano, poi a Banchette passando sullo sterrato sotto l’argine per sbucare di nuovo sulla strada provinciale fino alla rotonda, abbiamo praticato il sottopasso dell’autostrada quindi la vecchia strada di Banchette, vicino al Mulino Sabolo e al cimitero, attraversato l’incrocio dell’Hotel Ritz, passando di fronte la scuola di Banchette e i campi per prendere la ciclabile che sbuca a Pavone tra la rotonda del Bennet e il campo da calcio, ci siamo immessi su strada comunale per arrivare alla scuola di Pavone” ci racconta Emiliano Stabile, assessore e genitore di uno dei giovani ciclisti.

Una volta a destinazione il “Senza zaino day” ha lasciato il posto al confronto tra i ragazzi che hanno presentato le varie iniziative realizzate in aula sul tema di quest’anno inserito nell’Agenda 2030 dal titolo “La terra siamo noi: seminiamo insieme Giustizia e Pace”. Ogni classe ha scelto e approfondito un argomento: con “Favole di Carta” hanno inventato favole e le hanno trasformate in origami. Nel “Gioco dell’Oca” si sono rivolti domande legate ad ambiente, spreco dell’acqua eccetera inquadrando un Qr code. Con “Semi di vita” hanno costruito la carta, l’hanno proprio macerata e dentro ci hanno messo dei semi  cosicchè quando la carta si sarà seccata potranno piantarla e veder crescere una pianta. C’è poi chi ha messo dentro una scatola ingredienti  per “Il mondo del pane” per dare importanza a ciò che serve per combattere la fame nel mondo. C’è, infine, chi ha trattato il tema delle minoranze in Europa.

Il progetto aveva come obiettivo presentare varie attività svolte durante l’anno scolastico tra le varie classi dell’istituto, a Banchette ci sono molte classi, e lo hanno fatto nel loro plesso, noi di Lessolo ci siamo uniti a Pavone mettendo insieme nove classi” racconta Francesca Piva, insegnante referente per la scuola di Lessolo. Le altre referenti sono state Stefania Durando per Pavone,  Sara Marola, Simona Pistono, Cristina Calvi per Banchette 

Il Comune di Lessolo ci ha appoggiato fornendoci il personale e la dirigente scolastica ha inviato avviso ai comuni e anche a Banchette e Pavone abbiamo trovato vigili che ci hanno supportato specie a semafori, incroci, attraversamenti” ci tiene a ringraziare Piva.

I ragazzi? “Erano tutti muniti e del resto le biciclettate da noi si tengono una volta l’anno, fatta salva l’eccezione dei due anni caratterizzati dalla pandemia. Pertanto chi finisce la primaria e arriva alla secondaria sa già che ci sarà bisogno del mezzo  - ci risponde e ci scherza su l’insegnante lessolese -. Soltanto ad una bambina ho prestato una mia  bicicletta”.

La giornata è stata occasione anche per dare un aiuto pratico: i ragazzini hanno portato  monetine da 20, 30 centesimi messe in una scatola che sarà consegnata alla Croce Rossa di Ivrea. “Affinché comprendano - chiarisce Piva - che non basta avere ideali: che le attività benefiche e sociali comportano un impegno che è anche economico e del lavoro”.

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