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22 Maggio 2022 - 21:30
A Palazzo Canavese si arriva addirittura a razionalizzare l’acqua potabile, anche alla fontana pubblica. Dalle 23 alle 6 del mattino. E’ così da almeno una ventina di giorni. E se di notte ti svegli e devi recarti ai servizi igienici devi ricordarti di lasciare sempre un secchiello pieno d’acqua. Non siamo in carenza idrica, ma quella di chiudere l’acqua nelle ore notturne è una scelta presa dall’amministrazione comunale. “Non mancano gli approvvigionamenti. Sia ben chiaro. Abbiamo valutato attentamente prima di prendere questa iniziativa. Tutta colpa di un inverno secco. Cerchiamo di razionalizzarla per poterla avere durante il giorno” spiega la vice sindaca Amanda Prelle.
Un’iniziativa che fin’ora non avrebbe comportato disagi ai cittadini. Nemmeno alle due panetterie del paese, che di acqua si sa ne consumano in grandi quantità.
A Palazzo Canavese, l’acquedotto è gestito direttamente dall’amministrazione comunale. E’ così da tanti anni, da quando è stato inaugurato da Adriano Olivetti nel 1956 con l’allora sindaco Anselmetti. Per oltre l’80 per cento le tubazioni sono nuove. “E’ stato anche valutato se ci fossero perdite, ma per fortuna non è così” ha spiegato ancora Prelle.
E come funziona l’acquedotto a Palazzo lo spiega sempre Amanda Prelle perché - questo - è un argomento a cui tiene in modo particolare. Sin dal primo giorno in cui venne eletta sindaca, una delle più giovani d’Italia. L’acqua viene captata dalle falde sulla Serra morenica, da qui arriva nelle vasche di raccolta da dove poi viene distribuita alle varie abitazioni. “Noi a Palazzo beviamo l’acqua più buona” ripete senza nascondere la soddisfazione per quella che è la risorsa più importante.
Del resto senza pioggia, senza neve, con i ghiacciai dimezzati e con le temperature bollenti di questi giorni, chiudere l’acqua nelle ore notturne è purtroppo una scelta inevitabile.
Soffrono i fiumi, i laghi, le campagne dove gli alberi iniziano già a fiorire e la terra è sempre più arida. Siamo abituati a pensare (sbagliando) all’acqua come una risorsa inesauribile. Ma così non è.
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