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IVREA. I "Boomer" avrebbero bisogno di badanti con esperienza social ...

IVREA. I "Boomer" avrebbero  bisogno di badanti con esperienza social ...
Un utilizzo dei social da “boomer” questa è la sintesi del dibattito innescatosi in questi giorni su Facebook e scatenato da un post firmato dal segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti.  E se qualcuno si stesse chiedendo che cosa significa “boomer” sappia che è un termine utilizzato dai giovani per indicare (in maniera dispregiativa) una persona dai cinquant’anni in poi nata durante l’esplosione demografica, a cavallo quindi tra gli anni ‘40 e ’70. A volte significa “imbranati”. Altre volte “quelli che hanno avuto la vita facile”. Altre ancora ….. No! Meglio non dirlo. Insomma nulla di buono. Epperò non hanno tutti i torti nel giudicarci per quel che siamo, per esempio, proprio sull’uso dei social. Quando i giovani han visto che i “boomer” stavano prendendo confidenza con il mezzo sono scappati via a gambe levate dalla disperazione.

La storia

Ecco! Parliamo di questo. Piuttosto che lanciare allarmi sull’utilizzo delle nuove tecnologie limitandoci ai bambini e ai ragazzini bisognerebbe cominciare a parlare dell’uso dei social di quelle generazioni che una volta si limitavano a scambiarsi qualche battuta al bar e ora lo fanno pubblicamente, ma con gli stessi toni. “Fol!”, “Bastard!”, “Vatla piè ‘ntla giaca” Stanno combinando tanti di quei casini che occorrerebbe dare a ciascuno di loro un badante o una badante. A rappresentare la categoria più di tutti e meglio di tutti è sicuramente Vincenzo Ceratti, con l’aggravante che da segretario di un partito è pure diventato “personaggio pubblico” e a un personaggio pubblico correrebbe l’obbligo di non metterla mai sul personale, di valutare ogni singola parola, di rappresentare il comune sentire e non solo quello di una parte di cittadinanza, nel dubbio cercando quanto più ci riesce di non esprimere una propria opinione.  Che non abbia capito bene come si interpreta il ruolo è chiaro anche dai post con cui ripetutamente cerca di dividere l’opinione pubblica tra cos’è giusto e che cos’è sbagliato. E questa è scienza (politica) non fantascienza. Lezione uno. Se io oggi ho un pubblico di 10 persone e pubblicamente affermo di stare dalla parte dei Guelfi e raccolgo il 50 per cento dei consensi devo fare molta attenzione, domani, a dire che voglio uno ospedale qui o là. Il rischio è che di quei cinque guelfi, tre non siano d’accordo e in soli due giorni quelli che stan con me sono passati da 10 a 2. Il dubbio è che Ceratti pensi alla politica non come scienza esatta ma come fantascienza dove ognuno può sentirsi libero di applicare le proprie regole dell’interagire, senza tanti patimenti. Impossibile pensare che a passargli qualche appunto sia la senatrice azzurra Virginia Tiraboschi dato che anche lei come lui da quando è stata eletta divide i suoi “fans” in continuazione, post dopo post, foto dopo foto, schierandosi sui più svariati argomenti. Eh sì! Avrebbero proprio bisogno di un comunicatore.

Liborio La Mattina

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