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Il rodomonte attapirato.

Il rodomonte  attapirato.
Il rodomonte attapirato. Rodomonte è un personaggio letterario dell'Orlando innamorato di M.M. Boiardo, e dell'Orlando furioso di L. Ariosto. nonché di altri poemi cavallereschi. Rodomonte è un guerriero saraceno discendente di Nembrotte, fortissimo, orgoglioso, pronto ad affrontare ogni pericolo e ogni avversità. La sua figura si colora, nel poema dell'Ariosto, di una particolare vivezza umana e sentimentale e di efficaci tinte grottesche, muore in duello con Ruggiero. Senza dubbio è un condottiero coraggioso, ma a prevalere sono i suoi caratteri di superbia, di litigiosità, di violenza, di rozzezza e di disprezzo degli altri. È sempre pronto ad imporsi con la forza, tanto da essere temutissimo anche fra le proprie file, è facile alla vanteria e alla rabbia. Parlo di Rodomonte perché nella vita quotidiana di personaggi spacconi e che si vantano ne abbiamo trovati e ne troviamo ancora purtroppo. Ma queste persone a volte si intestardiscono e per portare a compimento dei loro umani progetti ottengono a volte delle vittorie di Pirro. Usiamo abitualmente dire vittoria di Pirro per designare una mezza vittoria. Meglio, uno sbandierato successo portato a termine con eccessivi sacrifici di mezzi, anche in termini monetari. Questo modo di dire affonda le radici nella storia più antica della nostra tradizione, fino ad arrivare alle origini dell’Impero Romano, quando ancora Roma era una modesta repubblica, una potenza peninsulare estesa solo in parte nel centro-sud Italia. Le vittorie di Pirro si ebbero durante le Guerre pirriche, che interessarono il sud Italia tra il 280 e i 275 a.C., contrapponendo la Repubblica Romana e una coalizione greco-italica capitanata da Pirro, re dell’Epiro, regione storica situata circa presso l’odierna Albania. Le guerre pirriche ebbero inizio a causa dell’espansione della giovane Repubblica Romana nel sud Italia, che vedeva nella città libera di Taranto, appartenente alla Magna Grecia, il prossimo obiettivo fondamentale per consolidare la sua presenza sulle coste Ioniche. Taranto allora, chiese aiuto a Pirro, che accettò di entrare in guerra a favore dei greci, con lo scopo di portare sotto la sua sfera di influenza, e in seguito annettere, i territori della Magna Grecia. La forza di Pirro, dotato di elefanti da guerra, in confronto a quella dei romani, ancora agli inizi della loro ascesa come potenza mediterranea, era estremamente superiore. All’inizio i romani subirono importanti sconfitte presso Eraclea e Ascoli Satriano, dove però Pirro perse un grande quantitativo di uomini, tanto da ridurre considerevolmente la potenza bellica degli epiroti. Una battaglia volse definitivamente la situazione in favore dei romani presso Maleventum, dove Pirro subì una schiacciante sconfitta, tanto che i romani ribattezzarono il nome della città in Beneventum, l’odierna Benevento. Pirro, per non essere catturato, ritornò nel suo regno dopo aver perso gran parte dell’esercito. Taranto dopo tre anni di assedio capitolò e la Magna Grecia fu annessa ai territori di Roma. Si può dire quindi che furono proprio i grandi sacrifici, in termini di soldati, fatti per vincere alcune battaglie, che causarono la finale sconfitta del re dell’Epiro. Oggi, non so come si insegni la storia, ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era collegata all’educazione civica che è lo studio delle forme di governo e di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato. Cicerone affermava che la Storia è maestra di vita e la vittoria di Pirro ne è un bel esempio, sempre attuale per i novelli rodomonti, ad ogni livello nostrano ed estero, che invece di iniziare delle guerre, oggi interminabili liti, si può guadagnare con una negoziazione che non vuole dire compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Se no, poi fanno la fine di Pirro che si è tornato nell’Epiro con la coda tra le gambe, attapirato. L’aggettivo attapirato, deriva dal verbo “attapirare”, che a sua volta deriva da tapiro, dal notissimo “Tapiro d’oro”, il premio che dal 1996 viene consegnato da un giornalista della trasmissione televisiva Striscia la notizia, a personaggi famosi che sono stati protagonisti di azioni discutibili o di scarsa qualità. Per estensione significa infierire senza pietà e tolleranza contro chi dovrebbe vergognarsi dei suoi comportamenti, perché eticamente squallidi o sbagliati. Attapirante, dunque, ha un significato negativo, di un qualcosa che mostra il peggio di sé, trattasi di cose o persone, degno quindi del tapiro d’oro. Favria, 10.05.2022 Giorgio Cortese Buona giornata. Ogni giorno ogni parola che diciamo ha delle conseguenza, ma anche il silenzio. Felice martedì.
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