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06 Maggio 2022 - 17:27
L'ex Manifattura
E’ approdata in consiglio comunale la polemica sull’incursione dei vandali nell’ex-manifattura di Cuorgnè, avvenuta due mesi fa e resa nota solo a metà aprile. L’argomento però non è stato affrontato dalla maggioranza, con una comunicazione ufficiale benché tardiva: a tirarlo in ballo è stato il capogruppo di “Cuorgnè C’è” Davide Pieruccini dopo aver appreso che 11.000 euro del bilancio comunale venivano destinati a ripulire i locali ed a riparare i danni.
Il grave episodio era avvenuto nei giorni del carnevale: forzando le porte d’ingresso i danneggiatori avevano invaso l’auditorium, sporcandolo e devastandone gli arredi, svuotandone gli estintori e rendendo inservibili gli impianti. Quale possa essere il livello etico ed intellettivo degli autori di questo gesto glorioso è facile immaginarlo ma a scandalizzare molti cuorgnatesi è stato anche il comportamento dell’amministrazione comunale, che non ne ha fatto parola per settimane “per motivi investigativi” né ha provveduto a far ripulire i locali ed a riparare i danni (per consentire il completamento delle indagini o perché bisognava prima stanziare i fondi necessari? Non si sa). Fatto sta che chi il 10 aprile si era recato all’incontro patrocinato dal Comune con i marò Girone e Latorre, si era reso conto con stupore che non si sarebbe tenuto nell’accogliente auditorium del quarto piano ma nel ben più triste locale al pianterreno, adatto a fiere ed esposizioni ma poco accogliente e dall’acustica pessima. “Sarà per evitare assembramenti nell’androne e negli ascensori” – aveva pensato qualcuno. Qualche giorno dopo era emersa la verità.
L’ira di Pieruccini
Prima del voto sulla Variazione di Bilancio, Pieruccini ha esclamato: “11.000 euro sono tanti! Nessuno avrebbe potuto fermare i vandali, atti del genere sono purtroppo capitati anche in passato ma almeno renderlo noto! Non dite nulla e poi, due mesi dopo, invitate chi avesse visto qualcosa a parlare? Non è volontà di fare polemica ma come pensate che si possa dare fiducia ad un’amministrazione che tiene nascosto un fatto così importante?”.
Non ricevendo risposta (nel frattempo si era passati a discutere degli stanziamenti per gli edifici scolastici) è tornato alla carica: “Almeno una risposta mi sembrerebbe il caso di darla! Lo abbiamo saputo dai giornali”. Il sindaco allora ha ribaltato l’accusa sui suoi predecessori: “Se ci fosse stato un sistema di allarme, forse non sarebbe successo. Visto che si trattava di ragazzini, con il maresciallo dei carabinieri e la polizia municipale abbiamo deciso di mantenere il silenzio per capire cosa fosse avvenuto. Poi potete non essere d’accordo”. E’ seguita una schermaglia fra i due: “Il problema è il metodo” – ha detto il rappresentante di opposizione – Siamo stati eletti dai cittadini e non essere stati informati mi sembra assurdo”.
Anche Mauro Pianasso ha concordato: “Chiederemmo per il futuro, se si dovessero verificare altri fatti del genere, di esserne quantomeno messi al corrente. La notizia sarà pur venuta a conoscenza di qualcuno fra i dipendenti comunali. Perché non farla conoscere anche a noi?” .
A sua volta l’ex-sindaco Vacca Cavalot, punto sul vivo, è intervenuto “per apportare un elemento di chiarezza. Un tempo la sicurezza della manifattura era garantita perché c’era chi chiudeva i cancelli. Poco dopo la fine del mio ultimo mandato sono state concesse delle Servitù di Passaggio per cui è iniziata una serie di accessi incontrollabili e quella garanzia è venuta meno”.
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