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CUORGNE'. Atti vandalici all'ex Manifattura, il Comune stanzia 11.000 mila euro "per sistemare"

CUORGNE'. Atti vandalici all'ex Manifattura, il Comune stanzia 11.000 mila euro "per sistemare"

L'ex Manifattura

E’ approdata in consiglio comunale la polemica sull’incursione  dei vandali nell’ex-manifattura di Cuorgnè, avvenuta due mesi fa e resa nota solo a metà aprile. L’argomento però non è stato affrontato dalla maggioranza, con una comunicazione ufficiale benché tardiva: a tirarlo in ballo è stato il capogruppo di “Cuorgnè C’è” Davide Pieruccini dopo aver appreso che 11.000 euro del bilancio comunale venivano destinati a ripulire i locali ed a riparare i danni.

Il grave episodio era avvenuto  nei giorni del carnevale: forzando le porte d’ingresso i danneggiatori avevano invaso l’auditorium, sporcandolo e devastandone gli arredi, svuotandone gli estintori e rendendo inservibili gli impianti. Quale possa essere il livello etico ed intellettivo degli autori di questo gesto glorioso è facile immaginarlo ma a scandalizzare molti cuorgnatesi è stato anche il comportamento dell’amministrazione comunale, che non ne ha fatto parola per settimane “per motivi investigativi” né ha provveduto a far ripulire i locali ed a riparare i danni (per consentire il completamento delle indagini o perché bisognava prima stanziare i fondi necessari? Non si sa). Fatto sta che chi il 10 aprile si era recato all’incontro patrocinato dal Comune con i marò Girone e Latorre, si era reso conto con stupore che non si sarebbe tenuto nell’accogliente auditorium del quarto piano ma nel ben più triste locale al pianterreno, adatto a fiere ed esposizioni ma poco accogliente e dall’acustica pessima. “Sarà per evitare assembramenti nell’androne e negli ascensori” – aveva pensato qualcuno. Qualche giorno dopo era emersa la verità.

L’ira di Pieruccini

Prima del voto sulla Variazione di Bilancio, Pieruccini ha esclamato: “11.000 euro sono tanti! Nessuno avrebbe potuto fermare i vandali, atti del genere sono purtroppo capitati anche in passato ma almeno renderlo noto! Non dite nulla e poi, due mesi dopo, invitate chi avesse visto qualcosa a parlare? Non è volontà di fare polemica ma come pensate che si possa dare fiducia ad un’amministrazione che tiene nascosto un fatto così importante?”.

Non ricevendo risposta (nel frattempo si era passati a discutere degli stanziamenti per gli edifici scolastici) è tornato alla carica: “Almeno una risposta mi sembrerebbe il caso di darla! Lo abbiamo saputo dai giornali”. Il sindaco allora ha ribaltato l’accusa sui suoi predecessori: “Se ci fosse stato un sistema di allarme, forse non sarebbe successo. Visto che si trattava di ragazzini, con il maresciallo dei carabinieri e la polizia municipale abbiamo deciso di mantenere il silenzio per capire  cosa fosse avvenuto. Poi potete non essere d’accordo”. E’ seguita una schermaglia fra i due: “Il problema è il metodo” – ha detto il rappresentante di opposizione – Siamo stati eletti dai cittadini e non essere stati informati mi sembra assurdo”.

Anche Mauro Pianasso ha concordato: “Chiederemmo per il futuro, se si dovessero verificare altri fatti del genere, di esserne quantomeno messi al corrente. La notizia sarà pur venuta a conoscenza di qualcuno fra i dipendenti comunali. Perché non farla conoscere anche  a noi?” .

A sua volta l’ex-sindaco Vacca Cavalot, punto sul vivo, è intervenuto “per apportare un elemento di chiarezza. Un tempo la sicurezza della manifattura era garantita perché c’era chi chiudeva i cancelli. Poco dopo la fine del mio ultimo mandato sono state concesse delle Servitù di Passaggio per cui è iniziata una serie di accessi incontrollabili e quella garanzia è venuta meno”.

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