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CUORGNE'. Nuovo ospedale all’area Ribes: sì del Consiglio tra le polemiche

CUORGNE'. Nuovo ospedale all’area Ribes:  sì del Consiglio tra le polemiche

Giancarlo Vacca Cavalot

Il Consiglio comunale di Cuorgnè ha sottoscritto la mozione promossa da “Canavese Riformista” con la quale si chiede che il nuovo Ospedale del Canavese venga costruito nell’area ex-Ribes di Pavone. Non lo ha però deciso all’unanimità, anzi si è registrata un’aspra presa di posizione di Giancarlo Vacca Cavalot, che ha annunciato l’abbandono dell’aula da parte sua  e del collega Armanni. 

Come molti sanno, questa mozione si rifà ad uno studio dell’IRES, peraltro ancora ignoto alla grande maggioranza degli amministratori locali. Si conoscono però i punteggi attribuiti alle aree prese in esame: 78 punti alla ex-Ribes, 58 all’ex-Montefibre, appena 20 al Palazzo Uffici della Olivetti. L’assessore alla Sanità Elisa Troglia ha fornito questi dati e letto il testo della mozione alla quale  – ha precisato – “aderiscono 59 comuni e 4 unioni montane”. 

A favore hanno votato due dei tre gruppi di minoranza: “Cuorgnè C’è” e “Il cambiamento che aspettavi”.  

Davide Pieruccini ha annunciato il voto positivo del suo gruppo: “E’ giusto che se ne discuta in consiglio e per noi è oggettivamente più semplice raggiungere l’area Ribes, che è anche vicina al casello autostradale”. Ha tuttavia precisato: “Non riesco a trovare altri elementi positivi. Questa mozione parla di molte cose ma scegliere dove collocare un ospedale dovrebbe essere compito dei tecnici. Tante volte queste iniziative servono alla politica per prendere tempo”.

Il capogruppo di “Cuorgnè C’è” ha poi accennato ad un elemento non direttamente legato alla scelta dell’area ma altrettanto  e forse persino più importante: quello della mancanza di medici ed infermieri. “Il problema non  sono le strutture ma il personale. Vivo a Cuorgnè dal 1977 ed all’epoca gli ospedali erano tre: Ivrea, Cuorgnè e Castellamonte. Il nostro Pronto Soccorso non viene riaperto a causa di questa carenza. Non ho idea di quante persone servano ma non credo siano trecento…. Come possiamo pensare che, se non le troviamo per il Pronto Soccorso, per il nuovo ospedale invece sì?”.

Anche Mauro Pianasso ha espresso il suo appoggio alla mozione. Pur precisando che “la scelta dipende da decisioni regionali e nazionali” ha aggiunto: “Ritengo che non sia alternativo a quello di Cuorgnè e l’area Ribes non sarebbe male per questa parte del territorio”.

Mozione per l’area Ribes: a Vacca Cavalot l’ospedale del Canavese non interessa

Contro la mozione per l’area Ribes si è scagliato l’ex-sindaco dei “Moderati” Giancarlo Vacca Cavalot, che vede la difesa dell’ospedale cuorgnatese quasi come una missione. Se è del tutto condivisibile la sua denuncia del  “progressivo depauperamento” di questa struttura, appare però anacronistico il suo atteggiamento generale, che guarda alla gestione della Sanità Pubblica come ad un fatto locale, slegato da dinamiche di territorio e di specializzazione: ogni comune pensa per sé, quasi come in una  città-stato. Era così cinquanta- sessant’anni fa (benché anche allora per gli interventi più importanti ci si rivolgesse ad Ivrea o a Torino) ma non può più essere così nel mondo di oggi.  

Con l’irruenza che lo contraddistingue, Vacca Cavalot ha tuonato: “Penso che per il consiglio sia poco decoroso votare un documento del genere: non è stato in grado, in tanti anni, di presentare una mozione in favore della nostra struttura e vota per quella di Ivrea? E’ vero che è situata in un posto infame ma assolutamente non tollero che si parli di Ospedale del Canavese! Gli ospedali sono tre ed il nostro è stato depauperato in modo ignobile: è utilizzato per circa il 30% ma le metrature precise non le conosciamo perché non hanno il coraggio di fornircele”. 

Mostrandosi stranamente poco informato sull’origine della mozione e sulla presa di posizione di molte amministrazioni canavesane, ha proseguito: “Non so chi sia il luminare che ha preteso questo voto. Sanno cos’è l’Area Ribes, che al tempo della grande alluvione si allagò? Dovette essere bloccato anche il casello autostradale. Assolutamente non approviamo una mozione di questo tipo: chi ha voluto il nuovo ospedale di Ivrea sia in grado di scegliere l’area giusta!”. 

Ha accusato l’assessore Troglia di trovarsi “in conflitto d’interessi in quanto dipendente dell’ASL” (per poi scusarsi dopo che la stessa aveva precisato di essere “una Partita Iva” ed ha espresso dubbi sul fatto che sia stata il sindaco “a spingere in questa direzione”. La Cresto ha ribattuto: “Ero assolutamente d’accordo perché un nuovo ospedale è necessario: il nostro non è di 2° livello e non può avere tutti i servizi. Ritengo giusto che gli amministratori prendano posizione.  La Città di Cuorgnè si è fatta promotrice di questa mozione, che è stata approvata da altri comuni della zona e dell’eporediese. Sulla Sanità si deve lavorare con il territorio  e quest’iniziativa va anche a favore del nostro ospedale perché si sta formando un gruppo abbastanza coeso  che potrà tornare utile”.

Più conciliante del suo collega di schieramento ma d’accordo con lui nel lasciare l’aula al termine degli interventi il capogruppo dei ”Moderati e Indipendenti” Danilo Armanni.  Sappiamo dai giornali di questa faccenda, che ha anche causato transumanze da un  partito all’altro” (l’allusione è ovviamente al passaggio del consigliere regionale Mauro Fava dalla Lega a Forza Italia). “Si fossero degnati di informarci dei presupposti… Chi avrebbe potuto vietarci di aggiungere alla mozione la richiesta di riapertura del nostro ospedale? Sarebbe stata la prima presa di posizione formale da parte del Comune, che latita da dieci anni. L’Area ex-Montefibre la frequento per lavoro e so bene come sia messa. Altra cosa è però proporre terreni ubicati  altrove e scelti non si sa in base a quali criteri. Essere informati, è questo che vorremmo”. 

L’assessore Troglia ha risposto: “Avevamo detto che la commissione sarebbe stata convocata quando avremmo avuto dati concreti su cui ragionare. Sul Pronto Soccorso di Cuorgnè stiamo aspettando di conoscere l’esito del bando: siamo tutti concordi che debba tornare ad esistere ma si tratta di due settori differenti”.

Le sue parole e quelle del sindaco non hanno convinto gli oppositori della mozione. 

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