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24 Aprile 2022 - 12:46
Vinicio Milani, presidente dell'Anpi di Chivasso
La guerra in Ucraina – oramai l’hanno capito anche i sassi – è un conflitto tra potenze: da una parte la Russia, dall’altra gli Stati Uniti d’America, per interposta Ucraina. Il punto è che non bisogna mancare di obiettività quando si conduce un’analisi geopolitica o quando si riportano notizie, come nel caso di noi giornalisti: è pressoché inutile, se non ridicolo e dannoso, cercare di prendere posizione su questo tipo di ideologia, ossia i buoni e i cattivi… Questo modus operandi non è realtà, solo manipolazione. Siamo arrivati al punto che, coloro che rivendicano il sacrosanto diritto di dire che le potenze in lotta sono lontane da noi, dalla nostra costituzione, allora rischiano di essere sommersi da volgari insulti e improperi, di passare come filo-comunisti o filo-putiniani (che non è la stessa cosa, per chi lo avesse pensato…). Nascondere le responsabilità degli uni a favore degli altri non è un gesto sensato: è un po’ come fanno gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia, non pensando a cosa rimane fuori quando si compie tale gesto. Sono un ex inviata di guerra, conosco bene le zone dove oggi si combatte, conosco la storia in pratica, quindi mi sento di affermare che non sia poi così democratico arrivare al potere dopo un colpo di Stato, come successe in Ucraina… Per riassumere abbiamo da una parte l’oligarca Zelensky, che stiamo armando fino ai denti, dall’altra Putin, ammirato da molti italiani fino a ieri, ora demonizzato. Che tristezza, in pratica ci è voluta una guerra per far capire chi ‘regna’ in Russia, ma l’Italia aveva chiuso un occhio perché ‘business is business’. Ora, preso atto che ognuno è libero di dire le stupidaggini che vuole, perlomeno ci si dovrebbe rendere conto che i due soggetti in questione sono entrambi responsabili della morte di numerosi civili, chi per un motivo, chi per un altro. In pratica, nessuno dei due ha a cuore la vita dei poveri ucraini… E le trattative? La diplomazia? Eppure sono stati i rapporti diplomatici a garantire, almeno fino a ieri, la pace.
Arriviamo a noi, oggi, al 25 aprile, il mio interesse si rivolge ad una delle poche voci fuori dal coro, quella di Vinicio Milani, presidente della sezione chivassese dell’ANPI. Lo abbiamo intervistato, una persona coerente e, potrebbero pensare alcuni, controcorrente. Milani, infatti, sa che le sue considerazioni sul conflitto armato in Ucraina potrebbero scontrarsi con una narrazione di guerra ormai consolidata, quella del ‘pensiero unico’, ma non ha timore di esprimere la sua posizione di pacifista.
Vinicio, sono stati recentemente posti in evidenza alcuni post scritti da Pagliarulo, presidente nazionale dell’ANPI, in cui dava dei nazisti agli ucraini. Cosa ne pensi?
Fanno parte di un attacco sistematico condotto da un pensiero unico che sta avanzando, anche con toni forti e sprezzanti, da chi porta avanti la tesi dell’invio di nuovi armamenti per l’Ucraina. Un pensiero che non accetta che si critichi la NATO. Sono schiere di ‘geo-politici’ che sui media e sui social hanno sostituito i virologi. Si è andati, strumentalmente, a frugare su quanto aveva scritto il presidente Pagliarulo nel 2014 e 2015 in riferimento al cambio di regime avvenuto in Ucraina a cavallo fra il 2013 e il 2014 ed all’avvio della guerra civile fra il Donbass autonomista, e le armate ucraine che lo attaccarono militarmente. È bene ribadire che, fin dai tempi del cambio di regime di Maidan, erano avvenute cose sconvolgenti: violenze spesso omicide da parte di formazioni paramilitari e politiche esplicitamente ispirate al nazismo, come lo schieramento di estrema destra (Settore destro) di Svoboda, la creazione di un vero e proprio battaglione combattente, Azov, fondato e diretto da Andrij Biletsky. Costui affermò che la missione dell’Ucraina era quella di “guidare le razze bianche del mondo in una crociata finale contro i subumani, i sotto-uomini, capeggiati dai semiti”. Negli Stati Uniti l’anno scorso la Commissione parlamentare per la lotta al terrorismo ha definito Azov “organizzazione terrorista straniera”. L’Alto commissariato per i diritti umani dell’Onu ha denunciato i crimini di guerra del battaglione Azov nel 2015 e nel 2016. Dopodiché, Pagliarulo ha chiarito che di fronte all’offensiva para-nazista di quegli anni fosse giusto contestare la spirale di violenza innescata da un oscuro cambio di regime e sostenuta da forze esplicitamente neonaziste. Essere antifascista non vuol dire affatto sostenere Putin. Tantomeno oggi dopo un’invasione criminale che sta mettendo a repentaglio la pace mondiale.
Come giudichi l’azione di Putin?
Putin si è spinto oltre ai tempi che pensava di spaventare l’Ucraina, pensava ad una passeggiata e invece si è trasformata in una invasione sanguinosa di cui dovrà risponderne e che condanniamo senza se e senza ma.
Qual è il tuo pensiero sull’invio di armi all’Ucraina?
Riguardo alle armi, occorre attivare la politica e la diplomazia. La mia coscienza di pacifista mi impone di pensare che la richiesta di pace non la imbastisci con le armi e la richiesta del 2% del Pil per il riarmo generalizzato, mi porta a credere che in mancanza di qualsiasi trattativa ciò inasprirebbe maggiormente le tensioni creando una reazione contraria a quella della pace. Un dato interessante del sondaggio realizzato da Emg per “Agorà”, su Rai3 è che la maggioranza degli intervistati, pari al 55% del campione, è contrario all’invio di armi all’Ucraina, contro un 33% di favorevoli (il 12% non ha risposto alla domanda). Quasi 7 intervistati su 10 (il 69%) si sono detti però d’accordo con le sanzioni alla Russia, Il 62% del campione inoltre si è espresso in maniera contraria ad un intervento della Nato al fianco dell’Ucraina, solo il 23% si è detto favorevole.
L’ANPI sembrerebbe aver assunto una posizione anti NATO. E’ così?
Sono in molti a credere che le ragioni originarie della NATO sono venute meno essendone caduti i presupposti storico-politici col crollo del Muro di Berlino. Dire questo non significa essere contro la stessa, ma occorre comprendere che il mondo è cambiato: nella prospettiva di un sistema di difesa europeo è ragionevole pensare che la NATO debba essere, e rappresentare, una cosa diversa da quella nata dalla guerra fredda con una progressivo superamento delle sue strutture.
Secondo te l’ANPI dovrebbe riconoscere decisamente la resistenza del popolo ucraino?
La resistenza armata ucraina in atto è per difendere la sovranità dello Stato sul proprio territorio, è una resistenza armata contro un esercito armato e necessariamente portatrice di morte e distruzione.
Oggi come oggi ha ancora un senso festeggiare il 25 aprile?
È un 25 aprile, quello di quest’anno, che ci riporta a sfilare nelle vie e nelle piazze dopo due anni di pandemia: è la ricorrenza civile più importante dell’anno. Un giorno di memoria della Liberazione e di impegno per la pace. Celebriamo la ricorrenza in questa drammatica situazione storica, che dovrebbe essere uno stimolo al ritorno della politica, come capacità di composizione dei conflitti.
Qual è la posizione dell’ANPI di Chivasso?
L’ANPI non è equidistante tra i soggetti in conflitto, siamo dalla parte degli ucraini contro gli aggressori russi. In questa nuova fase l’invasione ha assunto un carattere ancora più tragico con violenze, vittime civili, distruzioni crescenti e con l’aumento della tensione internazionale a livelli mai avvenuti dal dopoguerra. Tutto ciò rende ancora più urgente la ricerca di un tavolo di trattative.
Pensi vi sia una strumentalizzazione in questi attacchi all’ANPI?
È un momento davvero drammatico e per questo è opportuno fare memoria e ricordare i valori fondamentali della nostra Costituzione repubblicana. Una carta antifascista, che ripudia la guerra come atto di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. È certamente una posizione scomoda e difficile a prescindere dai dibattiti e dalle strumentalizzazioni su ogni cosa si dica. Si attacca l’ANPI e cala il silenzio sui sovranisti italiani che hanno intrecciato rapporti stretti con Putin sino a pochi giorni prima che avvenisse l’invasione.
Cosa pensi di questa folle guerra mediatica di propaganda tra i ‘buoni’ e i ‘cattivi’?
Di questi tempi è difficile capire dove sta la verità e dove la propaganda. Il fatto mi fa dedurre che esiste tanta propaganda mischiata all’informazione. I mass media cercano in ogni modo di offrirci un mondo diverso da quello che è realmente. Un mondo dove esiste una netta divisione tra i buoni e i cattivi e dove i buoni inevitabilmente sono rappresentati tra coloro che ci vogliono portare al “pensiero unico” e indossare l’elmetto, mentre il resto, noi, non merita di essere considerato.
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