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Lo spezzatino è indigesto

Lo spezzatino è indigesto

Ex Sorin

Purtroppo eravamo stati facili profeti, anni fa, quando scrivevamo che la dissoluzione del Gruppo Sorin mediante la cessione di rami d’azienda (business unit) ad altre società avrebbe comportato lo sfaldamento del “polo industriale saluggese”, definizione di cui i politici si riempiono la bocca. Negli ultimi anni, infatti, lo “spezzatino” è servito a multinazionali - che hanno testa e capitali altrove - ad acquisire i brevetti nati in Italia, a trasferire le tecnologie in altri Paesi e ad avviare una progressiva dismissione degli stabilimenti saluggesi. Prima l’azzeramento dei settori ricerca&sviluppo, poi l’incentivo ai licenziamenti volontari, ora altri esuberi, gestiti con il metodo del “padrone delle ferriere”. I termini della questione sono chiari da tempo: ormai queste aziende sono in mano a fondi di investimento internazionali, per i quali Saluggia è solo un puntino sul mappamondo; l’aspetto industriale soccombe di fronte a quello finanziario: la priorità è dare cospicui dividendi ai soci, altrimenti si licenzia, si chiude e si investe altrove. E’ il capitalismo finanziario internazionale, bellezza: i lavoratori, quando non servono più, si cacciano. 

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