AGGIORNAMENTI
Cerca
31 Marzo 2022 - 16:12
Pasquale Centin
CHIVASSO. In questi cinque anni ci siamo abituati alle sue “Supercazzole” in Consiglio comunale senza battere ciglio. O, al più, cercando di tenerlo aperto.
Noi, seduti nel pubblico o di fronte allo schermo del pc per lo streaming. Ma anche loro, gli amministratori di maggioranza e di opposizione che siedono alla sua destra e alla sua sinistra in sala consiliare. Per non dire dei suoi colleghi di Giunta o del sindaco Claudio Castello.
Talmente abituati alle sue prosopopee in “burocratese” e senza nulla di “politichese”, tanto da rimpiangere i “pipozzi” di ciuffrediana memoria, che ormai abbiamo smesso tutti di ascoltarlo. Persino il presidente del Consiglio comunale Gianni Pipino e la segretaria Giuseppina de Biase.
“La presente deliberazione…”. “Ai sensi dell’articolo, numero, comma…”. “Della legge del millenovecento…”. “E successive modificazioni…”. “Prendiamo atto che…”. Emammamiabasta!
Una vera, pedante, noiosa, assurda, litania.
Quante volte in questo lustro di amministrazione Castello le abbiamo sentite ripetere dalla bocca dell’assessore all’ambiente Pasquale Centin nei suoi vari interventi. Una, dieci, cento, mille. Frasi, parole, espressioni che più che ad un dibattito di Consiglio comunale si addicono alla lettura di un atto nella stanza aulica di un notaio. “Prendiamo atto che…”.
Ieri sera, di nuovo.
Solo che, questa volta, c’è stato il cortocircuito che non ti aspetti.
Centin, infatti, bontà sua, ha commesso un errore. S’è sbagliato, come può fare un Giovanni Scinica qualsiasi.
Nel descrivere il punto sei all’ordine del giorno - “Approvazione della proposta di piano di azione riferito alla rumorosità dei piani viabili comunali con passaggio medio annuo previsto maggiore di 3.000.000 di veicoli/anno” -, ha letto il discorso che s’era preparato per l’ottavo punto: “Proposta di variante 1 al piano di zonizzazione acustica del territorio comunale ai sensi della L. 447/95, L.R. 52/2000 e della D.G.R. N. 85-3802 del 06/08/01”.
Insomma, la supercazzola gli si è ritorta contro.
Il problema è che, proprio perché nessuno lo sta e lo stava ad ascoltare, nessuno se ne è accorto.
Centin ha parlato per tutto il tempo che ha voluto e, alla fine, tutti i consiglieri di maggioranza presenti hanno alzato la manina per approvare il punto 6 con la descrizione che Centin aveva però fatto del punto 8. E’ sfuggito pure a Pipino e alla segretaria de Biase.
Per intenderci, con le debite proporzioni, è come se il Parlamento italiano fosse chiamato a votare il riarmo del nostro Paese e il Ministro competente, nell’illustrare all’aula del Senato il perché dell’aumento delle spese militari, si mettesse a parlare dell’emergenza sanitaria. E tutti, alla fine, approvassero il riarmo senza battere ciglio.
Roba da far girare la testa e da costringerci ad una riflessione per fermare la giostra.
Centin, alla fine, quando si è accorto, nell’illustrare il punto 8, che stava leggendo e spiegando le stesse cose che aveva già detto pochi minuti prima, s’è fatto rosso, ha farfugliato e ha chiesto scusa.
Nel silenzio e nell’imbarazzo dell’aula.
Imbarazzo suo, certo, che ha fatto una gaffe grossa come una casa.
Ma anche dei consiglieri comunali presenti, del sindaco e degli assessori che se fossero stati attenti, conoscendo - si presume - l’argomento, avrebbero dovuto fermarlo prima.
Nessuno, evidentemente, era concentrato sulle sue parole.
Cosa che, peraltro, s’era percepita fin dall’incipit del suo intervento, quando il presidente del Consiglio comunale l’ha dovuto interrompere dopo pochi secondi perché in aula era iniziato il fuggi fuggi. Chi in bagno, chi a fumare una sigaretta, a sgranchirsi le gambe nei corridoi.
“Aspetta Pasquale, facciamo un’attimo una verifica se c’è ancora il numero legale”, aveva detto Pipino prima della frittata.
Ps: per risolvere l’impasse, i punti sei e otto all’ordine del giorno, sono stati ridiscussi da capo. E approvati, alla seconda occasione, correttamente. Meno male.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.