Ad un sindaco come il nostro, che ha deciso di ritagliare un po’ del suo tempo kronos, sabato pomeriggio, per far visita al canile municipale “Amica Cuccia” di frazione Boschetto, per stringere la mano a quei volontari dell’A.P.A.Chi. che si prendono cura dei cani abbandonati della nostra città, la storia che vi andiamo a raccontare non può non arrivare dritta dritta al cuore.
A poche centinaia di metri, in linea d’aria, dalla struttura di strada della Palazza, al civico 27 di via Montanaro, vive una chivassese che ha fatto, del suo amore per gli animali, una ragione di vita. L’unica.
Si chiama Clara Striglia e vive qui, in un cascinale ristrutturato di fianco alla provinciale, con i suoi quindici cani. Fino a qualche anno fa, era anche lei una volontaria del canile “Amica Cuccia” poi, i casi della vita, l’hanno allontanata dall’associazione. Ma la donna non ha mai smesso di prendersi cura degli animali meno fortunati.
“Avevo due cani - ci racconta, mentre accarezza un meticcio di mezza taglia - poi, negli anni, me ne sono ritrovati altri. Ho incominciato a prendere qualche cane di amici cacciatori che non li volevano più, fino a che uno di questi è rimasto incinta ed ora, eccomi qua, con tutti questi animali a farmi compagnia”.
Nella sua casa, che ha un ampio cortile, vivono quindici cani, oggi. Tutti sterilizzati. “Nessuno pericoloso”, assicura lei. Due sono di razza griffon, gli altri sono meticci. Incroci.
Incroci della vita, quasi come quello cui è stata messa di fronte la scorsa settimana dopo la visita, a sorpresa, degli addetti del servizio veterinario dell’Asl di Chivasso, accompagnati da un vigile urbano.
“Sono venuti per dirmi che io i miei cani non li posso più tenere - ci racconta questa chivassese che fatica a trattenere la commozione -. Mi hanno dato 29 giorni di tempo per trovargli una sistemazione, altrimenti mi hanno detto che vengono qui con i camion e se li portano tutti via. Sa cosa succede se se li portano via? Che possono portare via anche me, direttamente al cimitero”. Questi animali sono diventati da tempo l’unica ragione di vita di questa donna di mezza età, sola.
“Io soffro di problemi di salute e grazie ai cani, di cui mi prendo cura con grandissimo amore tutti i giorno, posso dire di essere guarita - continua -. Mi fanno stare bene, ho anche seguito un corso di pet therapy e stare con loro mi riempie di gioia”. La minaccia di perdere i propri animali l’ha terrorizzata.
“Mi hanno fatto firmare un verbale, di cui purtroppo non conservo più copia, dicendomi che torneranno - prosegue la donna -. Da quando sono venuti, l’altra settimana, io ho smesso di mangiare e di dormire. Vogliono portarmi via la mia vita...”.
Il sopralluogo sarebbe seguito alle proteste di alcuni vicini di casa. “Io capisco che tutti questi animali possano dare un po’ fastidio: fanno rumore, abbaiano, è normale - spiega la chivassese -, ma è da almeno un anno che sto cercando di vendere questa casa per andare a vivere altrove, sto cercando una cascina isolata in mezzo ai campi. Ma in un mese non possono pretendere che io riesca a fare tutto: ho bisogno di più tempo, sono decisa ad andarmene e lo voglio fare, ma mi diano più tempo. Non possono separarmi così dai miei cani”.
Per non perdere la sua unica ragione di vita, la chivassese lancia un appello al sindaco Libero Ciuffreda.
“E’ l’unico che può aiutarmi, magari è a conoscenza di qualche struttura dove io possa andare a vivere con i miei animali...”. Dopo che sabato scorso il sindaco ha potuto toccare con mano quanto forte può essere il rapporto che si instaura tra l’uomo e l’animale, siamo certi che l’sos lanciato da questa chivassese non cadrà nel vuoto.
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