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15 Marzo 2022 - 07:28
La Tenuta Roletto
Si fanno sentire i primi effetti della guerra in Piemonte. È il caso dell’azienda vinicola Tenuta Roletto di Cuceglio-San Giorgio Canavese che si è vista annullare un ordine di 20mila bottiglie di Erbaluce destinate in Russia. Il danno economico è di quasi 70mila euro. Le bottiglie erano destinate alla distribuzione presso una catena di supermercati, ma lo stop all’ordine ha bloccato la vendita. L’annullamento dell’ordine è arrivato pochi giorni prima dell’inizio della guerra. “Avevamo un carico da 20mila bottiglie di Erbaluce pronto a partire per Mosca – spiega Antonino Iuculano, titolare della Tenuta, ma anche primo cittadino di Cuceglio -, un controvalore di 68mila euro che sarebbe stato distribuito all’interno di una catena di supermercati di alta gamma. Ma pochi giorni prima dello scoppio della guerra mi è arrivata una mail con la sospensione dell’ordine. Per noi è stato un grave danno economico, ma confido che questi venti di guerra smettano presto di soffiare e si torni alla normalità e si ritrovi la pace. Questa è la cosa più importante”. L’Est Europa è uno dei mercati con i quali le aziende vinicole lavorano molto, specie quelle canavesane. Anche l’Ucraina, oltre alla Russia, è stata una nazione che ha commercializzato negli anni con le aziende piemontesi che producono Erbaluce. Questo ennesimo arresto all’economia arriva dopo due anni di pandemia, durante i quali i settori della ristorazione, come quello vitivinicolo, sono stati messi a dura prova. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale canavesano della Lega Andrea Cane. “Questo - ha detto - è il primissimo effetto di una crisi di cui non conosciamo gli orizzonti temporali ma che richiede una risposta immediata. Ridurre sul medio e lungo periodo la dipendenza dell’Italia e dell’Unione europea dagli stati extra Unione Europea, ritornando a produrre e diversificare, potrebbe essere la ricetta vincente. Abbiamo competenze sfaccettate date dalla spinta dei mercati e oggi dobbiamo riconvertirle in chiave locale, mirando alla cosiddetta glocalizzazione: scegliere oggi più che mai l’alimentare locale, l’artigianato, la qualità nostrana per sostenere le imprese e il lavoro del territorio è fondamentale, proprio a partire dai vigneti”.
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