Scrivo qualche giorno prima dell’ennesimo consiglio in modalità da remoto che ormai mi trova sempre più contraria e contrariata.
Lunedì 28 si è tenuto il consiglio e parto decisamente con il“piede di guerra” (di questi tempi è una frase piuttosto infelice, ma rende l’idea). Prima dell’inizio dell’ultima seduta si era concordato, o forse mi ero illusa di aver trovato un punto d’incontro,sull’utilizzo di una chat informale per velocizzare e semplificare le comunicazioni tra i componenti di maggioranza e opposizione facenti parte della conferenza capigruppo.
Questa “sana” e “utile” iniziativa era stata partorita nelle precedente consilliatura: padre di questa idea era stato l’allora presidente del consiglio, che a distanza di pochi mesi rimpiango già amaramente.
Il buon Beppe Richiardi era (è vivo non si travisi!!!!!), nonostante parecchie divergenze a livello di visione politico amministrativa, un presidente super partes e aperto al dialogo.
Attualmentequesta figura è purtroppo ricoperta da colui che è stato sindaco per dieci anni, che non si poteva “riciclare” in altro modo e che sta interpretando questa posizione come il prolungamento del suo “potere”.
A fronte di legittime richieste di chiarimenti in tempi consoni alla presentazione di documenti per la seduta del consiglio, il presidente ha fatto “melina” omettendo risposte che mi hanno messo nella condizione di vedere negati dei diritti basilari della mia carica.
L’ostruzionismo operato in passato ora si palesa ancora più concretamente utilizzando un ruolo in modo fazioso e poco corretto.
Ho chiesto di poter leggere in fase di comunicazioni poche righe per esprimere solidarietà ad un collega di Coazze che è stato discriminato nell’esercizio delle proprie funzioni (tema legato al green pass) e sono state trovate delle “scuse” per le quali mi vedrò costretta a chiedere ragione in altra sede.
Inoltre ho richiesto semplici delucidazioni in merito a fatti, da poco emersi su una testata giornalistica, riguardanti indagini su presunti illeciti commessi a livello amministrativo legati a personaggi coinvolti in indagini per reati di mafia e anche qui mi si risponde che verrà fatto a consiglio concluso a telecamere spente non avendo nemmeno compreso il testo della mia richiesta e senza utilizzare la comunicazione verbale richiesta per non incorrere nei penosi “teatrini” di contrasto a tutti i costi.
Tant’è che se il modus operandi sarà e continuerà su questa stregua e il clima non sarà certo dei più distesi.
Conosco il mio lato “carognoso” ma diciamo che qui c’è chi soffia volentieri sul fuoco.
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