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20 Febbraio 2022 - 18:13
La protesta di Libero Ciuffreda
“Perché mi impediscono di parlare al congresso del Pd?”. Ciuffreda “sandwich” protesta fuori dal Comune di Chivasso.
Con il volto “imbavagliato” nel foulard dell’Anpi e un cartello appeso al collo, questa mattina intorno all’ora di pranzo, mentre in sala consiliare si svolgeva il congresso del Partito Democratico, l’ex sindaco Libero "Lino" Ciuffreda ha portato la sua protesta di fronte a Palazzo Santa Chiara.
Una protesta forte, simbolica, contro la scelta della segreteria della sezione chivassese del Pd di non rinnovargli la tessera, impedendogli così di fatto di partecipare ai lavori del congresso.
Il segretario del Pd Massimo Corcione e il sindaco Claudio Castello da una parte, Libero Ciuffreda e la sua civica Liberamente dall’altra: da mesi lo scontro è acceso, aspro, continuo.
Dall’indomani dell’operazione Platinum Dia e dello scandalo delle intercettazioni telefoniche tra il sindaco e uno degli arrestati con l’accusa di essere un picciotto di ‘ndrangheta, Ciuffreda non le ha mai risparmiate a Castello. E, alla fine, il partito che ha già rinnovato la sua fiducia anche per le prossime amministrative di maggio al sindaco uscente, gli ha presentato il conto. “Ciuffreda, sei fuori”. Per dirla alla Briatore.
Il ricorso che l’ex sindaco di Chivasso ha presentato alla segreteria torinese e regionale del Partito Democratico non ha portato ad alcunché. E, così, si è arrivati alla protesta di oggi.
“Ho aderito al Partito Democratico fin dalla sua fondazione - ha spiegato Ciuffreda, durante la sua protesta -. Ho militato nel Pd dando il mio contributo da sindaco nei momenti più tragici della città (quelli di Minotauro, ndr). Questo partito mi ha negato la tessera. Ho fatto ricorso, attendevo una risposta ma ciò non è accaduto. Oggi manifesto con tutta la forza, pacifica, non violenta, ma significativa la mia assoluta contrarietà al modo di gestire un partito che si vanta di definirsi democratico”.
“La democrazia è ricchezza di posizioni, di contributo, di confronto, anche aspro - ha aggiunto -. In questo circolo non c’è la possibilità di questo confronto. Mi hanno accusato ingiustamente di aver ordito e organizzato riunioni o altre cose per cercare di contrastare la vita amministrativa di questa città. Cosa che non ho fatto e che rivendico in tutti i modi di poter dimostrare. Hanno cercato di inculcare assolute e assurde posizioni contro una visione che a mio modo di vedere è diversa da quella che questo circolo sta portando avanti. La democrazia è libertà di espressione ed è fatta anche di regole che devono essere rispettate per chiunque, anche se si è sindaco, assessore o semplicemente un singolo iscritto. Gli ideali dei partigiani hanno plasmato la mia vita, il mio impegno politico: ecco perché sono qui con il foulard dell’associazione. In alcuni momenti come questo nella città bisogna essere partigiani. Bisogna parteggiare per: io parteggio per la libertà, per la democrazia, per la legalità”.
“Io penso che non sia opportuna la candidatura del sindaco uscente intercettato nell’operazione Platinum Dia - ha concluso -. Un processo che si sta aprendo, che inquieta la nostra comunità, dove il signore intercettato a colloquio con il sindaco è ancora in galera e sarà chiamato davanti ai giudici a dire cosa è accaduto. Il Comune di Chivasso grazie all’azione nostra di cittadini, di Liberamente, e poi finalmente anche del Pd si è costituito parte civile. Significa che ci sarà un avvocato del Comune di chivasso, non del sindaco Castello, che dovrà garantire alla città che il suo onore venga salvaguardato. La nostra non è una città di ‘ndranghetisti, ma di persone per bene. I cittadini di Chivasso certamente saranno presenti e diranno cos’è per loro il bene della comunità alle prossime elezioni Noi ci saremo e lavoreremo al fianco delle persone del Pd che vorranno confrontarsi con noi e con gli altri affinché si lavori ad un programma condiviso che non veda l’io superiore al noi”.
La replica del segretario del Pd Massimo Corcione non poteva ovviamente tardare ad arrivare.
Massimo Corcione, segretario del Pd Chivassese“Con Lino Ciuffreda sono d’accordo solo su un punto: il rispetto delle regole - ha stigmatizzato Corcione -. Non è un dispetto che facciamo a lui di non farlo parlare in un congresso: lui non ha parlato primo perché non si è presentato chiedendo la parola, secondo perché sa bene che le regole congressuali prevedono che la parola ce l’abbiano solo gli iscritti al congresso o le forze politiche invitate al saluto istituzionale. Nessuno di noi vieta la discussione, certo ci sono delle regole che vanno rispettate. Non è che essere un ex sindaco dia il diritto di prevaricare i regolamenti che un’intera comunità si è data a favore proprio. La tessera di Ciuffreda non è stata in nessuna maniera ostacolata dal fatto che lui possa aver incentrato una protesta per le scelte del partito. Le differenze per noi sono un valore”.
Corcione ha però aggiunto: “Diverso è dire pubblicamente che il tuo candidato sindaco è un candidato avverso al Pd, un candidato dell’opposizione. C’è l’articolo 4 del regolamento del Partito Democratico che impedisce questo. Per me Lino può, nella sua libertà di pensiero, dire anche che non è corretto ripresentare Castello, ma ciò che non può fare è creare le condizioni e mettere in piedi una coalizione antagonista al Pd e poi ne richieda come nulla fosse la tessera del Partito Democratico. Non è consentito, né più né meno. Non è voler essere burocratici, ma ci sono cose che si possono fare e delle cose che non si possono fare”.
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