L’ex sindaco Libero Ciuffreda non è più un tesserato del circolo Pd di Chivasso.
La Commissione Tesseramento ha deciso così, ieri sera: non c’è più posto per l’ex primo cittadino tra i dem chivassesi.
A pochi mesi dalle elezioni amministrative, e a 15 giorni dal Congresso del circolo chivassese che riconfermerà il segretario uscente Massimo Corcione (che si presenterà con una mozione improntata all’unità), si inaspriscono i rapporti all’interno del centrosinistra.
Dopo i tumulti “natalizi” in Consiglio comunale, che hanno portato alle dimissioni dall’incarico di capogruppo di Cristina Peroglio, è arrivato un nuovo “regolamento di conti” tra i democratici.
E’ evidente che la guerra intestina al centrosinistra e all’amministrazione uscente del sindaco Castello stia investendo anche il Partito Democratico.
Le prime avvisaglie a maggio, quando lo stesso Ciuffreda, all’indomani dell’operazione “Platinum Dia” e dello scandalo delle intercettazioni telefoniche tra il primo cittadino Castello ed uno degli arrestati con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, di fronte alla posizione a suo dire troppo “garantista” del segretario Massimo Corcione, si dimise dalla direzione del partito.
Ciuffreda non strappò però la tessera del Pd e, giovedì scorso, con la campagna tesseramenti 2021 in scadenza ieri (il 31 gennaio, ndr) ha chiesto di poterla rinnovare. Il che vorrebbe dire poter partecipare al prossimo congresso. Altrimenti, “nisbà”.
Da venerdì sera, quando al direttivo del circolo ha tenuto banco il caso Ciuffreda, a ieri non s’è parlato d’altro in casa centrosinistra.
Ciuffreda sì o Ciuffreda no?
Il direttivo del circolo ha prima invocato un confronto, negato, con Ciuffreda per "comprendere se le posizioni politiche assunte pubblicamente a sostegno di un candidato dell’opposizione, fossero venute meno” e, poi, s’è appellato alla Commissione Tesseramento, di cui fa parte, tra gli altri, il consigliere comunale Giovanni Scinica (quello che ha assunto il ruolo di capogruppo in Consiglio dopo le dimissioni di Peroglio).
La Commissione Tesseramento ha deciso, nella serata di ieri, di non accettare la richiesta di Ciuffreda.
Le motivazioni, trasmesse alla federazione del Pd di Torino, e ai segretari regionale Paolo Furia e provinciale Gioacchino Cuntrò, fanno riferimento alle “ultime dichiarazioni pubbliche rilasciate dal sig. Ciuffreda Libero, dove sosteneva chiaramente il candidato dell’opposizione Buo Claudia, di cui si allega stralcio del 01/12/2021 “...quindi per quanto mi riguarda la candidata si chiama Claudia Buo. Non ho dubbi””.
E, inoltre, al fatto che, a dire della Commissione, “si siano già più volte verificate dichiarazioni atte a screditare il Partito Democratico ed i suoi amministratori”.
Ultima “colpa” di Ciuffreda, per la Commissione, aver partecipato “ad incontri volti a costituire una coalizione avversa all’attuale candidato individuato dal Partito Democratico”.
E’ evidente che, senza tessera, l’ex sindaco non potrà partecipare al congresso.
L’esclusione di Ciuffreda dal circolo Pd di Chivasso è destinata ovviamente a far notizia.
Non foss’altro per la storia politica dell’oncologo e per le mille e una battaglie sostenute dall’ex primo cittadino con la casacca del Partito Democratico indosso.
Iscritto al Pd fin dalla prima ora, nel 2008, Ciuffreda venne candidato sindaco nel 2012 in pieno caos conseguente agli arresti dell’operazione “Minotauro”.
Venne scelto - ed è storia - dal Partito Democratico come candidato dal profilo ideale per sgomberare il campo dal rischio di nuovi tentativi di infiltrazione della ‘ndrangheta a Palazzo Santa Chiara e per tenere lontane eventuali pressioni della malavita.
Ma non solo. Si dice che fu proprio la sua discesa in campo, successiva alle dimissioni di Gianni De Mori (l’allora sindaco eletto) a far venir meno la necessità di un commissariamento del Comune.
Durante la sua amministrazione, tra le altre cose, Ciuffreda con la sua amministrazione si fece paladino della legalità e istituì l’omonima Università, pagando lezioni, corsi, iniziative, con la sua indennità.
Proprio sulla legalità è nato, la scorsa primavera, lo scontro con il sindaco Claudio Castello (suo ex assessore ai Lavori Pubblici, ndr).
Ciuffreda fu tra i più critici sullo scambio di telefonate tra Castello e il presunto picciotto di ‘ndrangheta durante il periodo del ballottaggio 2017.
Il resto è storia recente.
L’ex sindaco, appresa la comunicazione del diniego alla sua richiesta di tesseramento al circolo del Partito Democratico, ieri sera ha subito inviato il ricorso agli uffici provinciale regionale di garanzia del Partito Democratico. La palla passa nelle mani della direzione torinese, quindi.
“Aspetto fiducioso il confronto nelle sedi opportune per esporre le mie ragioni, dove penso di poter andare, discutendo e confrontandomi con le modalità che un partito del genere ha - si limita a dire l’ex sindaco -. C’è molta serenità nel mio cuore e nella mia mente”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.