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10 Gennaio 2022 - 18:29
L'hotspot di Cavagnolo è stato aperto nel novembre 2020
Riaprite l’hotspot per i tamponi al Palazzetto dello Sport di Cavagnolo.
E’ una richiesta pacata, ferma e accorata quella che si leva dai sindaci della collina chivassese, con il testa il cavagnolese Andrea Gavazza.
E’ una richiesta che, informalmente, è già stata avanzata al direttore generale dell’Asl To 4, Stefano Scarpetta.
Di fronte all’impennata di contagi da Covid-19, con Omicron che non dà tregua e le file sempre più lunghe di fronte alle farmacie di tutto il territorio per riuscire a fare un tampone, a Cavagnolo ci sarebbe un centro, già collaudato, in grado di alleggerire la pressione che la pandemia sta esercitando su tutti quanti.
Cittadini, personale sanitario e farmacie. Ci sarebbe, il condizionale per ora è d’obbligo, perché in verità l’hotspot per i tamponi è chiuso praticamente dalla scorsa estate: con la fine dell’anno scolastico e del venir meno nel periodo estivo della necessità di monitorare gli studenti, il centro è stato chiuso e non più riaperto.
Ora, non c’è bisogno di aggiungere altro per dire ciò che tutti sanno: serve un centro per i tamponi. E con solo l’hotspot di piazzale Libertini a Chivasso a disposizione per l’intero territorio, se ne comprende bene l’urgenza.
La richiesta informale all’Asl To 4 per ora non ha partorito alcun esito. Ne seguirà, certamente, una più puntuale, sottoscritta dall’intero territorio che va da Casalborgone a Crescentino.
L’Asl, dal canto suo, deve fare i conti con l’aumento dei contagi tra il personale sanitario degli ospedali: un aumento che mette in difficoltà lo svolgimento delle attività come sta succedendo ad Ivrea, dove è stato trasferito recentemente il personale dal day surgery dell’ospedale di Cuorgnè (che ha momentaneamente sospeso l’attività, ndr).
Per poter riprendere l’attività di screening con i tamponi delle infezioni da covid-19, al collaudato hotspot cavagnolese (che durante la seconda e la terza ondata ha funzionato a pieno regime, ndr) sarebbero sufficienti un medico, un “amministrativo” e due infermieri. In attesa di conoscere la risposta dell’Asl alla richiesta del territorio, il reclutamento può dirsi iniziato.
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