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CHIVASSO. Mercà d’la tola, ennesimo flop: colpa del Covid? Non soltanto...

CHIVASSO. Mercà d’la tola, ennesimo flop: colpa del Covid? Non soltanto...

Il mercà d'la tola

Cronaca di una morte annunciata. E c’era da aspettarselo, visti anche i tempi che corrono e la pandemia da Covid-19, con l’incedere della variante Omicron, che sta di fatto facendo volare il Piemonte verso la “zona arancione”. 

Il Mercà d’la tola - il vecchio e tradizionale mercatino delle pulci - che avrebbe dovuto tenersi il giorno dell’Epifania al Foro Boario, non c’è stato. 

Ufficialmente, per l’aumento dei contagi e la necessità di limitare le occasioni di incontro tra le persone. Ufficiosamente, e realisticamente, a causa del limitato numero di adesioni da parte degli operatori. 

Andato a vuoto, dunque, il primo tentativo di riportare in vita il mercatino dell’antiquariato che l’amministrazione del sindaco Claudio Castello aveva deciso di sospendere dal 2018, all’indomani del suo insediamento. 

E’ una lunga agonia, quella che accompagna il “Mercà d’la tola” negli ultimi anni. 

Fino a qualche tempo fa, il mercatino dell’antiquariato si teneva ogni ultima domenica del mese. 

Con l’amministrazione dell’allora sindaco Libero Ciuffreda - purtroppo con una scelta tutt’altro che felice - si decise di trasferirlo da piazza d’Armi al centro storico, più precisamente in via Po. 

Il risultato fu nefasto: poco tempo e quello che doveva essere un mercatino dell’antiquariato divenne un’esposizione di sole “cineserie”.

Con Castello e i suoi il tradizionale mercatino delle pulci, appuntamento fisso per tanti venditori ed appassionati, è stato inizialmente sospeso, in vista di una necessaria riorganizzazione che alla fine, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto riportarlo al Foro Boario. 

Dal Foro a via Po e poi di nuovo al Foro. Anni di discussioni e promesse di rilancio per arrivare al flop dell’ultima Epifania. 

Certo, c’è il Covid - si dirà -, ma la domanda è un’altra: era necessario attendere tutto questo tempo per riproporre una soluzione, quella del Foro Boario, a lungo collaudata? 

E in più: si doveva proprio riproporre il Mercà d’la tola oggi, in piena quarta ondata Covid?

Domande che resteranno senza risposta e che lasciano una serie di illazioni, supposizioni, suggestioni in linea con quelle che da tanto tempo accompagnano l’amministrazione del sindaco Claudio Castello. Il primo “Mercà d’la tola” è fallito, perché?

Per la troppa approssimazione? Per l’eccessiva superficialità? Per la troppa voglia di fare con le elezioni comunali che incombono?

Nella gestione della vicenda, ognuno di questi interrogativi è lecito.

L’appuntamento con il tradizionale mercatino dell’antiquariato sarà recuperato domenica 27 febbraio - spiegano da Palazzo Santa Chiara -. Rimangono valide le richieste di adesione presentate finora dai titolari di licenza per il commercio su aree pubbliche e dagli operatori che non esercitano l’attività commerciale in modo professionale e che vendono a consumatori in modo del tutto sporadico e occasionale”.

Sui social è già iniziato, però, lo sfottò - inevitabile - a Castello e i suoi. “Mercà d’la tola: ennesimo flop per il mercatino”. E ancora: “Fallimentare organizzazione dopo i continui rinvii e domani (il 6 gennaio, ndr) non ci sarà il mercatino in quanto nessuno ha prenotato”.

“La verità mi fa male, lo so”, cantava Caterina Caselli. E a Palazzo Santa Chiara lo stanno provando. “Zitti e buoni”, come invece intonano i ragazzi di oggi.

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