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Settimo Torinese. Palle di neve

Settimo Torinese. Palle di neve

Neve (foto d'archivio)

La neve, caduta copiosa nella notte del 7 dicembre, ci regala, nel giorno di festa dell’Immacolata, il paesaggio silente, da fiaba, della città imbiancata e dai profili incerti. La purezza e la quiete di un giorno di festa son ben presto rimossi dalle preoccupazioni per il giorno dopo: la gelata imminente, i consueti disagi della vita senza pause di chi studia, lavora, fa la spesa o usa i servizi pubblici.  A Settimo no. A vigilare sulla città ci sono “i comunicatori” portavoce della Sindaca, c’è l’assessore vicesindaco alla sicurezza, quello alla viabilità, al commercio, ai rifiuti, e poi c’è Patrimonio la società del Comune che si occupa di manutenzioni a capo della quale la Sindaca ha voluto metterci Nino Daniel noto per aver dedicato tutta la sua vita ad un incarico pubblico.  No, i cittadini di Settimo non hanno di che preoccuparsi. Già il giorno precedente erano usciti i primi post sulla pagina Facebook che annunciavano neve e sale. Soprattutto sale, che a detta dei comunicati dell’Amministrazione sarebbe stato distribuito ovunque dai possenti mezzi in arrivo.  Poi la neve è arrivata davvero e giù nuovi comunicati che annunciavano nuovo sale. Questa volta però erano seguiti dalla consueta apparizione della Sindaca maestrina che ricordava a tutti che davanti ai portoni e ai passi carrai la neve doveva essere tolta dai proprietari.  E mentre la neve continuava a scendere a fiocchi fitti, altrettanto continuavano a cadere i post degli assessori che raccomandavano, insegnavano, redarguivano. Si sono visti persino post di assessori di Settimo (con delega agli Esteri ?) che si complimentavano con altri Comuni per come avevano tolto la neve.  Ma poi è arrivata la prevista gelata e al mattino del 9 dicembre i settimesi si sono trovati nuovamente immersi nella realtà. Le strade periferiche erano lastre di ghiaccio, ma anche i marciapiedi. Le ragazze e i ragazzi della scuola superiore 8 marzo hanno forse pensato che si fosse ripristinata la pista di pattinaggio che quando erano bambini ogni anno veniva allestita in piazza. Idem davanti alle scuole di viale Piave e di via Fiume. Davanti all’ASL anziani barcollanti cercavano di guadagnare l’ingresso. Il parcheggio di via Schiapparelli era buono solo per chi aveva i ramponi o le pelli di foca, lo stesso era per la piazza del mercato (poi ripulita verso mezzogiorno).  Ma il proprietario di quei marciapiedi e di quegli spazi pubblici non è forse il Comune ? Ma si sa, prima o poi torna il sole e con il sole la neve si scioglie e gli assessori possono riprendere il loro sport preferito: scrivere post.  Speriamo che abbiano almeno capito che con le tastiere non si toglie la neve dai marciapiedi.   Ultime notizie Leggiamo in queste ore che la Sindaca si sta dando un gran da fare per rivendicare in Via Santa Cristina l’apertura di un Ospedale di Comunità da 20 posti.  Chi glielo dice: che prima del suo arrivo, in quel luogo, c’era un Ospedale Civico funzionante con ben 235 posti per Riabilitazione, Lungo Degenza e Continuità Assistenziale ?  Che dopo poco più di un anno della sua lungimirante gestione è riuscita a farsi togliere dalla convenzione regionale ben 47 posti letto e poi a portare in liquidazione la società pubblica di gestione crollata sotto il peso dei debiti dovuti, solo in parte, al COVID ? Che è riuscita a farsi chiudere dalla Regione (con il suo consenso) la sperimentazione gestionale anziché valorizzarla come parte di un progetto di eccellenza di sanità territoriale? Che dopo i 3,5 milioni di buco del 2020 sono in arrivo altri 2 – 3 milioni del bilancio 2021 ? Che gli spazi da lei indicati in proprietà ASL in realtà non sono stati ceduti ma risultano in comodato o in affitto e quindi non idonei ad ospitare l’Ospedale di Comunità ? e se venissero ceduti gratuitamente, come prevede la convenzione a suo tempo sottoscritta con i francesi promotori dell’investimento, occorrerebbe registrare minusvalenze per altri milioni di euro ? In conclusione, chi glielo dice alla Sindaca che sostituire 235 posti letto con 20 non è una buona idea ?   Chi glielo dice ai Sindaci della zona che la richiesta del Comune di Settimo serve solo a distrarre l’opinione pubblica dal purtroppo previsto e prevedibile fallimento e conseguente privatizzazione dell’Ospedale civico e che mancano persino i presupposti di proprietà richiesti dal bando per avanzare la richiesta ?
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