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11 Dicembre 2021 - 11:30
David Di Marco
A inizio di quest’anno, il “Premio Calvino” ha indetto un concorso per racconti aventi come tema “Oltre il velo del reale”. Hanno partecipato in più di 800 scrittori e a fine concorso la casa editrice “WriteUp” di Roma ha proposto un’antologia che raggruppasse i racconti semifinalisti, una trentina circa.
E’ nata così “Oltre il velo del reale”, una raccolta di racconti distopici e non solo, della quale fa parte il racconto di David Di Marco, che si intitola “Sogno d’acqua”. La raccolta è sostenuta oltre che dal “Premio Italo Calvino”, anche dal “Mufant” (“Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino”), dove avverrà una presentazione, da parte di alcuni autori, il 18 dicembre alle ore 16.
“‘Sogno d’acqua’ è un racconto che affonda le sue radici in un periodo in cui cercavo risposte dai miei sogni. Sapendo che i sogni, in particolare quelli cosiddetti ‘lucidi’, sono da noi stessi, con un po’ d’esercizio, manipolabili, e che rappresentano un vero e proprio universo inconscio cui attingere, da cui cercare ispirazione, o in cui perdersi, mi sono chiesto cosa succederebbe se vivessimo la nostra vita in un vero e proprio universo onirico, dove sia consentito dimenticare il reale e vivere la dimensione che vogliamo, nella nostra mente - spiega Di Marco -. Ho allora immaginato cosa succederebbe se esistesse un’azienda produttrice di sogni indotti. Ho immaginato questo universo in cui le persone potrebbero vivere all’interno di stati onirici più o meno manipolabili. Creerebbe dipendenza? Direi di sì. E se poi qualcuno volesse fuggire, potrebbe esistere un ritorno alla realtà? Ho pensato che sarebbe difficile, che a quel punto saremmo troppo dipendenti dai nostri sogni - aggiunge -. E allora ecco un treno, in partenza da un’ipertecnologica stazione di montagna. Un treno reale, che possa portare chiunque altrove, lontano dall’universo onirico indotto. Ma che cosa può essere questo altrove? Quale la meta finale del treno? Quale la nostra meta finale?
‘Sogno d’acqua’ è il racconto di un uomo che fugge dai suoi sogni, per prendere un treno la cui destinazione gli è ignota. Per scoprire che non possiamo fuggire lontano da noi stessi”.
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