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SETTIMO TORINESE. Sta senza pensiero

SETTIMO TORINESE. Sta senza pensiero

La Sindaca Elena Piastra

Leggo, sulla Voce della settimana scorsa, che avrei detto che gran parte dell’attuale amministrazione di Settimo ha la testa vuota. Non ricordo di aver usato questa espressione poco rispettosa, probabilmente è una libera traduzione giornalistica, tuttavia riconosco che rende bene l’idea.  Ciò che davvero penso, al di là delle semplificazioni giornalistiche, è che gli attuali amministratori comunali di Settimo, in genere accompagnano un’alta ed immeritata considerazione per se stessi (detta anche presunzione), con una altrettanto alta assenza di visione, pensieri ed idee utili per la città.     Dopo circa un anno dal suo insediamento l’assessore Rivoira (bancario imprestato alla politica o forse politico imprestato alla banca) spiegava a tutti che avrebbe chiesto, pensate un po’, a Draghi di poter rinegoziare il debito del Comune.  Che idea fantastica, dopo più di un anno dall’insediamento il nostro Assessore in carriera non aveva ancora capito che il rinegoziato del debito era già stata fatto più e più volte.  Contestualmente Draghi, al suo insediamento, parlava di debito buono e di debito cattivo.  Il primo (quello buono) è quello utilizzato per fare investimenti capaci di migliorare la vita dei cittadini e nel contempo ridurre i costi di sistema rendendo sostenibile la spesa futura, il secondo (quello cattivo) è quello generato dalla spesa improduttiva o insostenibile sul lungo periodo (spese di gestione aggiuntive che non generano produttività aggiuntiva, né nuovi servizi). Ovviamente da destra a sinistra giù ad applaudire questa ovvietà ed in prima fila, senza pensieri, c’era il nostro assessore in carriera. E intanto, in Parlamento giù di bonus, per i monopattini, le bici, le vacanze, le terme, i giardini, i pannolini, le facciate, le televisioni da rottamare anche se funzionano, per i dehors, e via elemosinando. Per intanto la benzina, l’energia elettrica, il gas, i trasporti e tutti i principali generi alimentari crescono dal 10 all’80%. Ovvero tutto il contrario di quanto detto da Draghi e applaudito da politici “senza pensieri” e interessati solo a comprare qualche consenso a buon mercato mentre gran parte degli italiani diserta il voto.  Ma adesso arriva il PNRR che non è una pernacchia ma la sigla di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. La madre di tutti i finanziamenti a fondo perduto, più di quanto gli americani concessero all’Italia nel dopoguerra con il Piano Marshall per la ricostruzione del Paese.  Fare bene, fare presto, fare onesto. Questo è quanto da mesi ripete Draghi, e oggi si incominciano a vedere i primi bandi e programmi di spesa a carico dell’Europa e proposti dai Comuni.  Per Settimo spunta un incarico (più di 100 mila euro) per valutare la partecipazione al bando sull’edilizia scolastica.  Stiamo parlando di circa 160 scuole in tutta Italia, da demolire e ricostruire per rinnovare il patrimonio scolastico. Per il nord Italia una scuola ogni 500 mila abitanti circa e i 30% dei finanziamenti dati obbligatoriamente alla città metropolitana. Tradotto, per Torino e provincia c’è (forse) spazio per tre scuole di cui una realizzata dalla ex Provincia.  Dopo aver investito, negli anni passati, milioni di Euro per la manutenzione del proprio patrimonio scolastico non si comprende la ragione per la quale dovrebbe essere prioritario demolire un edificio esistente e ricostruirlo nello stesso sito creando, tra l’altro, notevoli disagi alle famiglie e alle ragazze e ai ragazzi che frequentano la scuola “prescelta”. Se poi dovessimo ragionare sul patrimonio scolastico pubblico da demolire e ricostruire allora la scelta per “vecchiaia” ricadrebbe certamente sulla scuola Giacosa (via Buonarroti) ma non si capirebbero però gli investimenti fatti anche recentemente su quell’edificio. L’edificio meno funzionale è certamente quello della cosiddetta “scuola media verde” di via Milano che sin dai primi anni dalla sua costruzione (fine anni 80) ha presentato problemi strutturali tali da rendere irrecuperabile l’edificio con normali attività di manutenzione. Voci di corridoio invece parlano dell’intenzione della Sindaca di puntare sulla scuola materna ed elementare di Via Fiume, sperando in questo modo di poter risolvere gli impegni assunti sul “rilancio” del Borgo Nuovo.  In realtà, proprio perché non penso che le teste degli attuali amministratori siano vuote ma piuttosto piene di cattivi pensieri, credo che l’obiettivo, ancora una volta, stia più nell’incarico di “studio” da dare a qualche “studio esterno” tramite il tortuoso rapporto con qualche azienda partecipata, che quello di realizzare davvero un’opera per la quale il bando prevede la progettazione di fattibilità entro i primi di febbraio.  Vedremo.  In questi giorni si legge anche che tra le opere da realizzare per Settimo ci sia un Ospedale di Comunità da realizzare in via Santa Cristina. Faccio notare che quell’opera c’è già e fino a poco più di un anno fa funzionava pure. Forse qualcuno spera di poter, anche in questo caso, spacciare per una nuova opera (o investimento buono) il risanamento di un buco economico generato in poco più di un anno da una cattiva Amministrazione dell’Ospedale Civico e dall’insipienza di una Sindaca più interessata agli annunci e agli incarichi che a far funzionare i servizi. All’assessore in carriera (sta forse studiando da Sindaco ?) consigliamo, anziché occuparsi dei debiti (buoni) fatti nel passato per realizzare Ospedale, Biblioteca, protezione Idrogeologica, parchi, strade, ecc.  di occuparsi della spesa odierna per incarichi di consulenza. Oltre al debito buono e cattivo citato da Draghi a Settimo si sta aggiungendo un’altra categoria: quello del debito inconcludente. 
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