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Fremere con ogni goccia dell'animo nell'attesa del Messia!

Fremere con ogni goccia dell'animo nell'attesa del Messia!
Fremere con ogni goccia dell'animo nell'attesa del Messia! Arriva il Santo Natale e il mio animo freme con passione per la nascita del Salvatore. Che bella parola “fremere” che significa essere agitato da una emozione o da una passione. Il lemma deriva dal latino fremere che significa rumoreggiare, mormorare. Un verbo che ha una sua bellezza poetica nel descrivere cosa provo nell’animo che trabocca di gioia e vibra di felicità. Ecco che allora all’avvicinarsi del Santo Natale il mio animo stilla, con il significato goccia, per manifestare il mio stupore. Ritengo che la parola stilla è più della concreta goccia d’acqua ma la goccia di contentezza che penetra nella profondità del mio animo nell’attesa del Salvatore. Ecco una bellissima parola l’attesa, questa parola si riferisce a quell'arco temporale con un respiro molto ampio e con una bella sintesi. Infatti descrive sia l'atto di attendere, sia quel tempo che si passa ad attendere con quanto nutro come sentimenti nel cuore. Già il verbo attendere, nel suo significato originario è quello di “tendere al” Santo Natale e alla venuta del Messia. Messia è una parola di origine semitica che significa figura attesa alla Fine dei Tempi, dall’ebraico mashiaḥ, attraverso il greco messías e il latino ecclesiastico messias. La radice semitica all’origine è m – sh – h, che si è sviluppata anche nell’arabo con lo stesso esito semantico, cioè cospargere d’olio. Nell’antico testamento, veniva somministrata l’unzione divina ad esempio un re, nel nuovo testamento a Gesù Cristo, il Salvatore. Il Messia è una figura comune alle tre fedi monoteiste ebraica, cristiana e musulmana. I mussulmani aspettano il Mahdi, gli ebrei sono in attesa del Re vittorioso della stirpe di Davide che unirà Israele. Noi cristiani aneliamo alla seconda venuta di Gesù Cristo, figlio di Dio. La parola Cristo, dal greco Christós, con l’uso è diventata nome proprio da affiancare a quello di Gesù, ed ha lo stesso significato del mashiiḥ ebraico, cioè unto! Il nome di uno degli olii delle liturgie cattolica e ortodossa, il crisma, ha la stessa radice, e genera il nome del sacramento della confermazione, la cresima. Ma perché unto? Perché l’olio era ed è una sostanza preziosa. In Israele l’unzione sacra era riservata solo ai re e dei sacerdoti. Mosè, ad esempio, cosparge d’unguento il fratello Aronne, che sarà il capostipite della dinastia dei kohanim, i sacerdoti d’Israele. Samuele, profeta e giudice biblico, unge sia il re Saul che il re Davide. Ungere d’olio aromatico era un gesto con u grande valore sacro, legando la persona in modo indissolubile a Dio. Tra gli antichi ebrei era usanza di cospargere d’olio l’invitato in casa propria. L’unzione diventava quindi passaggio, trasformava la persona da straniero ad ospite, così come trasformava un uomo normale in re. Nel Vangelo anche Gesù fu unto fisicamente: numerosi sono i passi del vangelo in cui donne anonime o peccatrici o chiamate per nome come Maria sorella di Lazzaro, per nominarne un), gli si gettano ai piedi ungendoglieli o gli cospargono il capo d’olio profumato riconoscendo in Gesù il Messia sia come anticipazione della Passione a Pasqua, infatti, anche i defunti erano cosparsi d’unguento per preparare il corpo alla sepoltura. La venuta Messia ci deve insegnare a vedere e ad amare gli avvenimenti, il mondo e tutto ciò che ci circonda, con gli occhi stessi di Dio. Il Verbo si è fatto bambino e ci aiuta a comprendere il modo di agire di Dio, affinché siamo capaci di lasciarci sempre più trasformare dalla sua bontà e dalla sua infinita misericordia. Nella notte del Santo Natale ogni anno mi lascio sempre sorprendere e illuminare da questo atto di Dio, che è totalmente inaspettato. Gesù Bambino, giungendo a noi, non mi deve trovare impreparato soltanto a rendere più bella la realtà esteriore. La cura che pongo per rendere più splendente e il mio ingresso con una ghirlanda mi deve spronare ancora di più a predisporre il mio animo ad incontrare Colui che verrà a visitarmi, che è la vera bellezza e la vera luce. Favria, 6.12.2021 Giorgio Cortese Buona giornata. Che questa festa porti gioia e felicità in abbondanza nella tua vita! Buon Natale! Felice lunedì
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